lunedì 16 ottobre 2006

Rossi: "Ci ho sempre creduto"

Rossi: "Sono in testa al Mondiale, è merito della squadra. Hayden? Uno 0 su 17 gare poteva starci". Nicky: "Ho perso l'occasione della vita". Pedrosa: "Che errore, sto male dentro"






ESTORIL (Portogallo), 15 ottobre 2006 - "Ho visto Hayden fuori dopo la fine della gara. Me l'hanno comunicato e allora, quando sei là davanti, pensi a un sacco di cose. Pedrosa e Hayden è tutto l'anno che se la promettono, che si fanno entrate cattive, e ora si sono centrati. Noi, invece, dobbiamo restare concentrati. Comunque penso che +8 sia molto meglio di -12". Valentino Rossi la vede così. Dopo il secondo posto di Estoril che gli ha restituito la testa del Mondiale dopo una lunga rimonta il dottore è felice.
"Sono in testa al Mondiale - spiega dopo la gara - va bene così, va bene questo piazzamento. La vittoria sarebbe stata senz'altro importante l'abbiamo cercata con tutto il nostro impegno. Del resto ci sono GP che vanno così. Ero molto costante, ma non riuscivo a essere veloce come avrei voluto. Elias? Ho cercato di stare davanti, di spingere, ma non volevo fare delle cose troppo rischiose. Ho provato anche a resistere ai suoi attacchi, ma lui è uscito da dietro, più veloce, e non c'è stato nulla da fare".
Valentino non parla di Mondiale già vinto, ma è chiaro che il momento decisivo di oggi è stato liberatorio: "Quest'anno ho imparato molto come pilota e come persona: ad avere sfortuna, a essere dietro, a inseguire, a essere quasi perso per il mondiale, ma poi qualcosa è cambiato. Non è però solo merito mio, ma della squadra e di chi lavora con me. Ci abbiamo creduto sempre. Ho fatto 10 punti in 5 gare, e mi è successo di tutto, ho rotto il motore, le gomme, mi hanno buttato fuori, mi sono rotto il polso. Ripeto, ci stava che anche Hayden facesse uno zero in 17 gare...".
Lo stesso Nicky Hayden sa che quello che è successo oggi è pesantissimo per la sua carriera. "Ho perso l'occasione della vita per vincere il titolo - ha detto amarissimo - sono molto deluso perché la tattica di gara era chiara. Sapevo di essere più veloce di Colin Edwards che cercava di scappare via. Avevo programmato di passarlo proprio nel punto dove sono caduto. Avevo lavorato bene per tutto il weekend e le gomme funzionavano bene, ma proprio in quel momento Pedrosa mi ha tirato giù. Mi ha spiegato che era deluso, che in sei anni era la prima volta che gli succedeva. Valencia? Può succederedi tutto, ma a Valentino basterà starmi dietro e controllarmi e anche se vinco non servirà a niente".
E Daniel Pedrosa? Deluso e amareggiato anche lui. Sa di averla combinata grossa: "Sto male dentro - ha detto - ho commesso un errore grave, per me, per Hayden, per la Honda e per il team, penso di avere avuto anche un po' di sfortuna. In sei anni mai avevo toccato un altro pilota, neanche in prova. Oggi per me è stata la prima volta e con il mio compagno di squadra. Purtroppo è successo e non si può più fare nulla. Se aiuterò Hayden a Valencia? Speriamo si possa fare qualcosa per lui".


Io non parlo, sono già pronto a delirare per Valencia, aspetto riflessivo e speranzoso.

Alla prossima... ;)

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domenica 8 ottobre 2006

Il motore tradisce Schumi

A Suzuka il tedesco della Ferrari si ritira a 17 giri dalla fine quando è in testa. Lo spagnolo della Renault, partito 5°, vince: a Interlagos gli basta un 8° posto. Massa 2°, Fisichella 3°




SUZUKA (Giappone), 8 ottobre 2006 - Non mi succedeva da 6 anni, perchè proprio oggi? Non si può perdere un Mondiale così. Devono essere stati questi i pensieri di Michael Schumacher, acclamato dalla folla dopo aver parcheggiato la sua Ferrari a 17 giri dal termine (e gli scaramentici faranno proseliti a questo punto) col motore privo di vita, lo stesso che in Cina gli aveva permesso di riagguantare Alonso nella classifica iridata. Il tedesco non accusava cedimenti al propulsore dal GP di Francia del 2000. Così sorride Fernando Alonso, autore comunque di una grande prestazione, che vince il GP del Giappone e, salvo cataclismi nell'ultima gara in Brasile, si aggiudicherà il secnodo Mondiale consecutivo. A Interlagos gli basterà un misero punticino per chiudere i conti, mentre per la Renault si avvicina anche il titolo costruttori, con la Casa francese ora a +9 sulla rossa. Alle spalle dello spagnolo Felipe Massa e Giancarlo Fisichella, comunque mai in gara per la vittoria. Giù dal podio vanno a punti Button (Honda), il futuro ferrarista Raikkonen (McLaren), Trulli (Toyota), Ralf Schumacher (Toyota) e Heidfeld (Bmw).
AL VIA - La partenza è quella sognata da milioni di ferraristi. Massa e Michael Schumacher alla prima curva sono davanti alla Toyota di Ralf e ad Alonso, che guadagna una posizione sull'altra Toyota di Jarno Trulli. Schumi al secondo giro supera il compagno di squadra e prova la fuga. Fisichella scivola indietro, a testimonianza di una Renault non proprio super, ma Alonso ha un buon ritmo di gara e nel corso del tredicesimo passaggio infila anche l'altra Toyota di Ralf Schumacher.
AI BOX - Massa e Alonso effettuano la prima sosta ai box e lo spagnolo completa la sua piccola rimonta rientrando davanti a Massa, rallentato dalla Bmw di Heidfeld, in seconda posizione. Il suo distacco da Michael Schumacher, che rifornisce senza problemi, si stabilizza sui cinque secondi.
COLPO DI SCENA - La gara sembra quasi addormentarsi, con posizioni consolidate e i due grandi rivali che girano sugli stessi tempi. Ma a 17 giri dal termine il motore di Schumi va k.o. Le immagini non sono chiare, ma il problema sembra riguardare la bancata di destra. Alonso prende il comando e vola verso il Mondiale, con Massa e Fisichella che sono troppo lontani per cercare di modificare la storia della gara, una delle più amare di sempre per chi ha il Cavallino nel cuore.

Uffa...che sfiga...poteva andare diversamente, però oggi è toccato a Schumi, perchè non tirare i piedi anche ad Alonso la prossima volta. Chi vivrà vedrà...

Alla prossima... ;)

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domenica 1 ottobre 2006

Cina: Schumi aggancia Alonso!


Il pilota Ferrari vince a Shanghai con lo spagnolo della Renault secondo: ora sono in testa al Mondiale a pari punti. Terzo Fisichella, Massa ritirato





SHANGHAI (Cina), 1 ottobre 2006 - Pareggio! Michael Schumacher ha vinto con la sue Ferrari il GP di Cina e ha agganciato in testa al Mondiale il suo rivale Fernando Alonso, secondo con la Renault dopo una gara movimentatissima. Mentre terzo ha finito Giancarlo Fisichella con l'altra Renault. Una questione di gomme. Quelle intermedie che prima hanno aiutato lo spagnolo e poi hanno reso felice Schumi. E così le Bridgestone, tanto bistrattate dopo le qualifiche (Michael 6° con l'asfalto bagnato e Renault in prima fila) si sono prese la rivincita trascinando la rossa e il tedesco a un successo importantissimo in chiave iridata, con il GP Giappone domenica prossima e quello del Brasile il 24 ottobre ancora da disputare. Alle spalle dei primi tre hanno chiuso a punti Jenson Button (Honda), Pedro De la Rosa (McLaren), Rubens Barrichello (Honda), Nick Heidfeld (Bmw) e Mark Webber (Williams). Mentre Felipe Massa si è ritirato dopo un contatto con Coulthard.
La cronaca, con il via su tracciato bagnato per la pioggia caduta fino a un'ora prima della corsa. Regolare la partenza con Alonso e Fisichella in testa già dalla prima curva, mentre dietro Raikkonen infilava le due Honda e Schumi restava tranquillo in sesta posizione. Dopo 13 giri il tedesco aveva passato Barrichello e Button salendo in quarta piazza con Raikkonen che, proprio per le diverse condizioni del circuito, scavalcava Fisichella mettendosi a caccia di Alonso.
Dopo 15 giri Button entrava per rifornimento e cambio gomme, seguito nella tornata seguente da Raikkonen e Barrichello mentre Alonso era autore di un lungo che gli faceva perdere 3" circa. Con la pista che si andava asciugando sempre più la gara perdeva Raikkonen, ritirato per un guasto sulla sua McLaren dopo 18 giri. Al 21° sosta per Schumi che mantiene le gomme intermedie, così come fa Alonso una tornata più tardi. Il primo a montare pneumatici da asciutto era Kubica ma, dopo tre lunghi, era costretto e rientrare subito ai box e rimettere le intermedie.
A metà gara si decide il GP: Alonso inizia a girare lentissimo, per problemi di gomme, e viene passato prima dal compagno Fisichella e poi da Schumacher. Fernando anticipa la sua sosta ma ci vogliono ben 19" per problemi con la ruota posteriore destra. A 16 tornate dal termine tocca a Schumacher e il giro dopo a Fisichella (al comando) che, appena uscito dai box, viene infilato dal tedesco velocissimo perchè con gomme da asciutto già in temperatura. Schumi scappa e non viene più avvicinato da nessuno mentre dietro Alonso è rapidissimo, passa il suo compagno ma può solo chiudere secondo. Si riparte in perfetta parità. Ci sarà da divertirsi.


Questa vittoria la dedicherei a tutte le persone che lo definivano spacciato, ed invece eccolo lì a 2 Gran Premi dal termine appaiato in vetta alla classifica con lo "spagnolo".
Ride bene chi ride ultimo.

Alla prossima... ;)

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domenica 24 settembre 2006

Rossi: "Questo podio vale oro"

Vale felice del secondo posto: "Ho preso 9 punti ad Hayden, Loris imprendibile". Capirossi: "Grandi Ducati e Bridgstone, titolo lontano ma non impossibile". Melandri: "Ho dovuto accontentarmi"

MOTEGI (Giappone), 24 settembre 2006 - Per Loris Capirossi un giorno da record, per Valentino Rossi un giorno da spietato cacciatore. Il primo ha migliorato il suo primato di vittorie stagionali nella classe regina, ora l'ha portato a tre. Il secondo ha la preda Nicky Hayden nel mirino: il sorpasso e l'ottavo Mondiale della carriera non sono più un miraggio. Con loro sul podio di Motegi Marco Melandri: grazie a lui la Honda può festeggiare in casa l'ennesimo titolo costruttori malgrado una giornata non proprio memorabile dal punto di vista tecnico.
Onore a tutti e tre, dunque, a cominciare da Capirossi e dalla Ducati che la gara l'hanno dominata. Il campione di Borgo Rivola, con la solita umiltà, ringrazia proprio il team: "Sono stati davvero bravi - ha detto il pilota Ducati a caldo - mi hanno preparato perfettamente la moto. E anche Bridgestone ha fatto delle ottime cose per questa gara, fornendomi una gomma nuova che andava davvero bene. Quando mi hanno avvisato che Valentino (Rossi; n.d.r.) stava arrivando ho ricominciato a girare veloce e sono andato via di nuovo. Credo proprio che fosse impossibile andare più forte di così. Il titolo? È lontano ma non impossibile e noi tireremo i remi in barca solo quando e se sarà il momento".
Anche Rossi comunque sorride. Il secondo posto abbinato al quinto di Hayden gli dà ancora molte possibilità di vincere ancora il Mondiale: "Sapevo che era una gara importantissima - racconta al termine Rossi, autore del giro più veloce - ce l'ho messa tutta. All'inizio facevo un po' di fatica. Capirossi e Melandri spingevano forte, però sono riuscito a restare con loro. Poi la moto un po' alla volta si è alleggerita e ho cominciato a guidare come mi piace, costantissimo, nelle prove ero mezzo secondo più lento. Ho recuperato altri 9 punti e da -21 vado a -12. Loris era imprendibile, ma questo secondo posto vale oro a due gare dalla fine della stagione".
Melandri invece forse si aspettava qualcosa di più, ma alla fine si è dovuto accontentare: "Sono partito bene - ha detto Marco - ho fatto vedere a Loris che ero lì, poi la mia gomma posteriore ha cominciato a faticare e dovevo entrare in curva forte, mi sono accorto che stavo cominciando a esagerare. Ho provato ad andare a riprenderlo, ma ha cominciato a chiudermi anche l'anteriore. Allora ho pensato, va bene terzo. Piuttosto che andare a fare dei danni". Prossima gara a Estoril (Por) il 15 ottobre.


Meno 12 e meno 2 gare. In attesa...

Alla prossima... ;)

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domenica 17 settembre 2006

Fed Cup, primo trionfo azzurro


Nella finale di Charleroi la Schiavone perde 6-4 7-5 con la Henin, la Santangelo batte la Flipkens e ci regala il 2-2. Decisivo il punto nel doppio, la Henin si ritira infortunata.
CHARLEROI (Belgio), 17 settembre 2006 - L'Italia ha vinto la Federation Cup. Risolutivo il doppio, la Henin si è ritirata sul 2-0 Italia nel terzo set, sulla situazione di un set pari, per un problema al ginocchio destro. Il nostro doppio era rappresentato da Francesca Schiavone e Roberta Vinci. Dall’altra parte Justine Henin e la Flipkens.
In precedenza Mara Santangelo aveva battuto la Flipkens 6-7 (3) 6-3 6-0 e riportato in parità la finale tra Italia e Belgio. La Santangelo ha dovuto sostituire la Pennetta nel secondo singolare dopo che la brindisina era stata fermata dal male al polso sinistro infortunato. Contro la Flipkens l’azzurra ha pagato la tensione dell’esordio da singolarista in Fed Cup e ha perso il primo set al tie-break. Tanti errori, il servizio in difficoltà, la Santangelo è stata brava a riprendersi nel secondo set, in cui è salita 3-1 e non si è fatta più riprendere, e poi nel terzo ha dilagato, senza lasciare nemmeno un gioco all’avversaria.
Il Belgio era passato in vantaggio 2-1 quando sul sintetico indoor la numero 2 del mondo Justine Henin ha superato in due set Francesca Schiavone, che nel secondo set è stata in vantaggio 4-1 e ha servito sul 5-3. Nel nono game della seconda frazione la Schiavone ha chiesto di tornare negli spogliatoi, e una volta tornata negli ultimi quattro game ha raccolto tre punti su 16, con la belga capace di chiudere 6-4 7-5 dopo due ore di gioco.


E' inutile stare a tornare sull'anno mondiale dell'Italia :) andiamo avanti e prendiamo più che possiamo, mi sa che questo anno rimarrà nella storia, sportivamente parlando!!!

Alla prossima... ;)

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Per Vale bicchiere mezzo pieno


Rossi: "Ho recuperato 5 punti ad Hayden, il Mondiale non è finito". Melandri felice per il trionfo: "Gara incredibile, come alla Playstation... Che lunghi gli ultimi 10 giri"

PHILLIP ISLAND (Australia), 17 settembre 2006 - "Ho recuperato altri 5 punti, la lotta per il Mondiale non è finita". Valentino Rossi pensa positivo. Il GP d'Australia è andato in archivio con la vittoria di Marco Melandri davanti a Chris Vermeulen e al pesarese. Il quale ha però rosicchiato qualcosina a Nicky Hayden. A tre gare dalla fine deve ora risalire 21 lunghezze e forse se oggi non avesse piovuto sarebbe andata anche meglio. Ma il campione del mondo preferisce concentrarsi sul futuro senza guardare alle sfortune del passato.
"È stata una corsa strana, ho perso tempo nella partenza - ha spiegato Rossi - poi è iniziata la pioggia e la Yamaha sul bagnato non era a punto. Mi dispiace perché sull'asciutto andavamo molto bene, eravamo velocissimi. Con la pioggia ci ho messo troppo tempo per capire la moto. All'inizio non avevo fiducia nell'anteriore". Ma non si è perso d'animo: "Ho preso un bel ritmo e ho fatto dei bei sorpassi. Alla fine ho recuperato ancora 5 punti su Hayden. Se fosse stato asciutto potevano essere di più. Ma andiamo avanti così il Mondiale non è ancora finito".
L'altro grande protagonista è stato Marco Melandri. La terza vittoria stagionale lo ha portato al terzo posto nel Mondiale, a 9 punti da Rossi. A ben guardare in corsa ci sarebbe anche lui. Però Marco si gode la vittoria, forse inaspettata: "È stata una gara incredibile, arrivata proprio nel momento giusto. Vincere a Phillip Island, in queste condizioni meteo, sulla pista dove ho vinto il titolo iridato in 250, è stata un'emozione incredibile - ha detto Melandri - sono partito motivato perchè questa mattina avevamo fatto un bel passo in avanti a livello di assetto. Per la gara avevamo apportato anche un'ulteriore modifica. In griglia la tensione era tanta per le variabili condizioni meteo. Ho realizzato una bella partenza e mi sono posto in terza posizione già al primo giro".
Quindi la pioggia, momento decisivo: "Ho cercato di guidare con prudenza. Quando la pioggia si è intensificata, siamo rientrati in pit lane per il cambio moto. È stata una situazione strana, come giocare alla Playstation, perché c'era molta gente in corsia box ed era difficile individuare il proprio box. Sono quasi inciampato nel passaggio da una moto all'altra. Tornato in pista mi sono detto di guidare senza forzare perchè dovevo riprendere il feeling sul bagnato. Quando ho iniziato ad andare forte, ho superato Vermeulen e Gibernau, portandomi in testa. La moto e le gomme Michelin lavoravano molto bene e quindi ho dosato bene il gas per risparmiare i pneumatici. Sono stati 10 giri lunghissimi. Sono contento, ringrazio la squadra, Honda e Michelin perché oggi tutto è stato perfetto".

E' proprio vero, il mondiale non è ancora finito, e pensare che fino ad un mesetto fà Vale era a -51, ed ora a solo -21.
Sono sempre più convinto che quel primo posto di Hayden sia frutto di punti da coincidenze.
Attendo con ansia il sorpasso.


Alla prossima... ;)

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domenica 10 settembre 2006

Monza in delirio, Schumi a -2

Il tedesco dopo la vittoria del GP d'Italia che lo porta a ridosso dello spagnolo Alonso (ritirato) annuncia che lascerà le corse, ma non la casa di Maranello. Sul podio Raikkonen e Kubica





MONZA, 10 settembre 2006 - Ha vinto Michael Schumacher, nel suo giorno più lungo. Dopo il trionfo che lo porta a -2 da Alonso nella corsa mondiale, ha annunciato che lascerà le corse, ma non la Ferrari. In un ruolo ancora da definire. Contemporaneamente la casa di Maranello ha annunciato che i piloti del 2007 saranno Felipe Massa (confermato fino al 2008) e Kimi Raikkonen, oggi sul podio.
Tornando al Mondiale, tutto è ancora da giocare. Fernando Alonso ha rotto il motore a 9 giri dal termine ed è stato costretto al ritiro. Ma non basta, per i cuori ferraristi. Perché alle spalle di Michael, nel GP d’Italia, ha chiuso Kimi Raikkonen, futuro pilota di Maranello, che ha firmato fino al 2009. Manca solo Massa nella festa monzese, ma il brasiliano ha avuto una corsa un po’ movimentata (compresa una foratura) e ha concluso nono. Sul podio è salito così Robert Kubica con la Bmw-Sauber, un risultato meritatissimo. Si riparte dalla Cina, tra 15 giorni, con soli 2 punti tra lo spagnolo della Renault e il tedesco della Ferrari. E la rossa che tra i costruttori passa davanti con 3 lunghezze di vantaggio.
LA CRONACA - Al via scatta bene Raikkonen, meno Schumi che viene passato da Heidfeld che però infila subito alla prima chicane. Dietro Alonso risale veloce fino alla sesta posizione dietro a Button, dopo un sorpasso allo stesso Heidfeld con corollario di salto della variante che fa alzare qualche sopracciglio. Dopo un paio di tornate la faccenda si stabilizza con Kimi e Michael in fuga, un ottimo Kubica che precede Massa, poi il duo Button-Alonso. Al 10° giro il primo ritiro della corsa: è Nico Rosberg con la Williams, sembra una sospensione posteriore ko. I due davanti girano a un ritmo insostenibile per tutti e infatti dopo una decina di giri il distacco di Kubica e compagnia supera già i 10”. La prima sosta per rifornimento e cambio gomme è di De la Rosa (in quel momento ottavo) al 14° giro. Nella tornata seguente tocca al suo compagno Raikkonen e così Schumi può andare in testa. Alla fine della tornata numero 17 è il momento di Micheal che quando esce è davanti al finlandese della McLaren, con il sorprendente Kubica al comando della corsa. Al 19° giro entrano in coppia Massa e Alonso. Poi Button e infine, dopo ben 22 giri, Kubica. Al 25° giro drive-through per Heidfeld (eccesso di velocità nella corsia box) che era davanti ad Alonso e così gli libera una posizione. Due giri dopo si ferma per l’unica sosta Fisichella (era terzo). All’inizio del 32° giro un piccolo lungo di Schumacher alla prima chicane consentiva a Raikkonen di guadagnargli un secondo. Al giro 39 Raikkonen entra per la sua sosta conclusiva ed esce ancora secondo. Al 40° è il turno di Schumi che, grazie a uno stop più breve, guadagna terreno a Kimi. E anche di Massa. Mentre l’emozione più grande arriva al 42° giro: Kubica e Alonso entrano ai box insieme, ripartono affiancati nella corsia e poi Fernando ha il sopravvento con entrambi davanti a Massa. Ma poco dopo lo spagnolo rompe clamorosamente il motore, Massa finisce sul suo olio e va lungo per poi forare la gomma anteriore destra. Entra ai box per cambiarla e perde un sacco di posizioni. Il resto è una passerella trionfale di Schumi. Raikkonen tira i remi in barca e chiude a 8”, Kubica si gode un podio super. In zona punti finiscono anche Giancarlo Fisichella con la Renault, le due Honda di Jenson Button e Rubens Barrichello, Jarno Trulli (Toyota) e Nick Heidfeld (Bmw-Sauber). Massa è nono. Ci si rivede a Shanghai.
Sinceramente ho investito su 2 sogni Vale e Michael, questa domenica è stata positiva su entrambi i fronti.
Ora aspetto che si concludano entrambe le stagioni nel modo più bello!!!
Alla prossima... ;)

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Malesia, Valentino Rossi show


Nel GP di Sepang il pesarese della Yamaha dà spettacolo e batte dopo uno splendido duello la Ducati di Loris Capirossi. Eroico Pedrosa, terzo. Hayden 4° resta leader






SEPANG (Malesia), 10 settembre 2006 - Valentino Rossi ha vinto il GP della Malesia classe MotoGP. Il pesarese della Yamaha ha preceduto la Ducati di Loris Capirossi dopo un bellissimo duello. Terzo un eroico Daniel Pedrosa che ha corso con un ginocchio ferito e ha preso preziosi punti per il Mondiale in cui Nicky Hayden resta primo grazie al quarto posto di oggi. In classifica Rossi è ora a -26 dallo statunitense, a -22 c'è Pedrosa. Nono Marco Melandri.


Ora preferisco aspettare e vedere come va a finire, sò soltanto che Vale era a -41 ed ora è a -26, quindi le speranze ci sono e come a 4 gare dal termine.
Hayden decisamente nullafacente e fortunato finora!

Alla prossima... ;)

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domenica 16 luglio 2006

Schumi trionfa e si avvicina
















Nel GP di Francia grande vittoria della Ferrari: il tedesco batte Alonso e rosicchia altri due punti allo spagnolo (ora a +17). Massa terzo, Ralf Schumacher quarto
MAGNY-COURS (Francia), 16 luglio 2006 - L’Italia continua a restare indigesta alla Francia. Domenica scorsa nella finale mondiale del calcio, oggi nella F.1 per merito di una grande Ferrari. A Magny-Cours Michael Schumacher ha trionfato in modo netto. Pole, vittoria e altri due punti rosicchiati al leader iridato Fernando Alonso, oggi secondo. Ferrari veramente competitiva, Renault battuta in casa e apparsa in difficoltà rispetto al Cavallino. In una gara che si presentava come favorevole alle vetture francesi, la Ferrari ha invece piazzato un colpo fondamentale per la rimonta, dal punto di vista tecnico e soprattutto psicologico. Importante da questo punto di vista il terzo posto di Felipe Massa. E con altre sette gare da disputare il Mondiale si è veramente riaperto: 17 punti non sono molti.
Praticamente decisivo il via. Schumi, scattato dalla pole, è partito bene mantenendo la posizione. Ancor più fondamentale il lavoro di Felipe Massa che ha resistito all’attacco di Alonso e ha conservato la seconda piazza. A quel punto Schumi ha avuto vita più facile perché prima della sosta ha scavato quel margine di sicurezza di otto secondi con cui ha potuto gestire il resto della corsa. Al primo pit-stop, inoltre, gli uomini della Ferrari sono stati bravissimi a lasciare Massa davanti ad Alonso.
Dietro ai tre battistrada bel duello tra Ralf Schumacher (alla fine quarto), Raikkonen (quinto), Trulli (poi ritiratosi), Fisichella (al traguardo sesto), tutti però presto tagliati fuori dal discorso vittoria. Si è così arrivati al secondo cambio gomme che ha delineato le vere strategie di gara. Rientrato Massa, Alonso ha attaccato ma rispetto alle due Ferrari ha proseguito portandosi anche al primo posto: per lui solo due soste, per entrambe le rosse strategia dei tre stop.
Così il finale di gara è stata tutta una lotta sul filo dei decimi di secondo tra Massa e Alonso per il secondo posto. Ma il vantaggio di soli 11 secondi non ha consentito al brasiliano di restare davanti. Per Schumi invece nessun problema e vittoria conquistata. Lo spagnolo ha centrato la seconda posizione e limitato i danni anche se oggi è chiaro che la lotta tra Ferrari e Renault è sempre più serrata e ogni battuta a vuoto può risultare decisiva. Il Cavallino si presenta di sicuro alle prossime sfide con un team ed entrambi i suoi piloti più compatti e in forma che mai.


Mi sto spaventando di come l'Italia stia diventando sempre piu protagonista in tutti gli sport.
Sono felicissimo!
Alla prossima... ;)

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Germania, formidabile Rossi

















MotoGP al Sachsenring: Vale batte, in un ultimo giro al cardiopalma, le Honda di Melandri, Hayden (sempre leader iridato) e Pedrosa. Capirossi 5°
SACHSENRING (Germania), 16 luglio 2006 - Valentino Rossi ha vinto il GP di Germania MotoGP sulla pista del Sachsenring. Il pilota della Yamaha ha battuto, in un ultimo giro che è sembrato una volata unica e straordinaria, le tre Honda di Marco Melandri, Nicky Hayden e Daniel Pedrosa. mentre quinto ha chiuso Loris Capirossi con la Ducati. Nel Mondiale guida sempre lo statunitense della Honda HRC a quota 169, con 26 punti su Rossi, 29 su Pedrosa, 35 su Melandri e 51 su Capirossi.

Mitico!
Alla prossima... ;)

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mercoledì 12 luglio 2006

Una notte che fa la Storia
















Gli azzurri vincono ai rigori: è il quarto titolo. Francia in vantaggio al 7' con Zidane su rigore, pareggia Materazzi al 19'. Decide un errore di Trezeguet, il sigillo è di Grosso


BERLINO, 9 luglio 2006 - L'Italia è campione del mondo per la quarta volta! Gli azzurri hanno battuto la Francia 6-4 ai rigori nella finale di Berlino ai rigori. Hanno deciso il penalty di Trezeguet sulla traversa e quello finale (in rete) di Grosso. I transalpini erano passati in vantaggio dopo soli 7 minuti, con un calcio di rigore concesso per un fallo di Materazzi ai danni di Malouda trasformato da Zidane (con un "cucchiaio" che ha colpito la traversa e poi è entrato). Ma gli uomini di Lippi hanno pareggiato al 19' con un colpo di testa dello stesso Materazzi su angolo di Pirlo. Nessun gol nella ripresa, che ha visto i francesi controllare di più il gioco. Tutto rinviato ai supplementari. Nel secondo dei quali Zidane è stato espulso, per una reazione (una testata al petto) ai danni di Materazzi. Poi i rigori: Pirlo gol, Wiltord gol, Materazzi gol, Trezeguet traversa, De Rossi gol, Abidal gol, Del Piero gol, Sagnol gol, Grosso gol.


Emozioni infinite nei 120' più rigori di Berlino. Una lunga sofferenza che esplode in un urlo liberatorio. Il rigore di Grosso apre le danze per una festa che ci ripaga dei 24 lunghi anni di attesa



MILANO, 10 luglio 2006 - Campioni del Mondo, campioni del Mondo, campioni del Mondo, campioni del Mondo!
Quattro volte, come i 4 titoli che abbiamo conquistato, come le quattro stelle che adesso potremo mettere sulla maglia azzurra. Non è stato facile, ma faticoso, impegnativo, sofferto. Ma proprio per questo adesso ce lo godiamo ancora di più. E rivediamo come in un film le immagini degli ultimi 120’ di gioco più i rigori: dal penalty a freddo di Zidane al gol del pareggio di Materazzi, dal gol annullato a Toni al brutto gesto di Zidane, ai rigori finali, con l’errore di Trezeguet e il gol decisivo di Grosso sopra a tutto.
E finalmente è giunto anche il giorno della rivincita. Finalmente ad alzare la coppa ci sono i Fratelli d’Italia e a guardare basso, a chiedersi “perché?”, sono i Figli della patria. Finalmente sorridono gli Azzurri e masticano amaro i Bleus. Finalmente si sono rovesciati i ruoli in un copione che negli ultimi anni aveva dato luogo a una messa in scena ripetitiva e, per noi, particolarmente dolorosa. Tutto spazzato via grazie alla magica, interminabile notte di Berlino.
Spazzata via l’eliminazione agli ottavi del Mondiale messicano nel 1986, spazzato via il quarto perso ai rigori in Francia nel 98’; spazzato via, soprattutto, l’incubo di Rotterdam, la finale dell’Europeo del 2000, nostra fino al 94’, pareggiata da Wiltord e persa per via del golden gol di Trezeguet. Un fantasma che Domenech ha artatamente evocato schierando nel finale proprio i due castigatori dell’Italia di Dino Zoff, ma gli ha detto male: Trezeguet ci ha restituito (con 6 anni di interessi) quanto ci aveva tolto all’Europeo. Bene così! Una vittoria come quella di questa sera cancella tutto e definitivamente.
Raramente la Storia ci tocca in maniera così nitida, riconoscibile come in queste occasioni. Oggi ciascuno di noi ha fatto la storia, la sua storia e, insieme a tutti gli altri, la Storia con la “s” maiuscola. Conserveremo nella nostra memoria le immagini e le emozioni di questa nottata e le racconteremo finché avremo fiato per farlo. E’ una fortuna e sarà un orgoglio poter dire che c’eravamo, che abbiamo visto e, anzi, abbiamo partecipato a questa grande festa collettiva, raro momento unificante per un Paese che ha contrapposizioni e spaccature nel suo Dna.
Per tutto ciò dobbiamo essere grati ai 23 campioni del mondo. A tutti e 23, nessuno escluso e nessuno in particolare perché ci hanno dimostrato con i fatti che una grande ovvietà che ci siamo spesso sentiti ripetere, “a vincere è il gruppo”, talvolta può diventare una non ovvia realtà. Un nome però va fatto ed è quello di Marcello Lippi, artefice di questo piccolo miracolo, testone e caparbio nel credere in questo gruppo, ostinato nelle sue scelte anche quando tutto il mondo gli chiedeva altro, bravo a preparare le partite, bravissimo a leggerle (si può dire che non abbia sbagliato una sostituzione), furbo nel trattare con il “mondo esterno”, preparato e competente. Doti non comuni che fanno di lui un vincente e che gli porteranno ancora fortuna e onori, anche se a oggi non è dato sapere dove. Doti che soprattutto ci mancheranno molto e delle quali dovrà mostrare possesso chi sarà chiamato a raccogliere una così onerosa eredità se vorrà tentare di aprire un ciclo vincente con questa squadra, anzi, con questo gruppo.

Piangere era inevitabile, Mondiale meritatisssimo...galletti vaff!!!

Alla prossima... ;)

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mercoledì 5 luglio 2006

L'impresa che ha fatto impazzire l'Italia





DORTMUND (Germania), 4 luglio 2006 - La più bella! Fantastica! Straordinaria! L'Italia cucina la Germania. La trascina ai supplementari. Colpisce pali, traverse. E travolge i padroni di casa in trenta minuti da leggenda. Poi quel capolavoro di Grosso (guarda la sequenza fotografica del gol) e l'invenzione di Ale Del Piero (guarda la sequenza fotografica del gol), così come sognava Gattuso. Due a zero. L'Italia è in finale. Noi. Noi andiamo a Berlino. Lecito ora chiedersi chi potrà fermare questa Italia. Torsten Frings fermato dalla Fifa e che doveva annullare Totti non sarà un alibi.
L'orgoglio di Klinsmann va oltre. Il c.t. gioca la carta del cuore: Kehl del Borussia Dortmund, uno di casa. A Kehl si chiedono miracoli in una fetta di centrocampo dove di solito Frings fa la differenza. Kehl ha il compito di marcare Pirlo. Kehl non è Frings, e si vede. Totti che non sarà annullato, gioca alle spalle di Toni nello stesso 4-4-1-1 di Italia-Ucraina. In uno stadio che sembra l'Ali Sami Yen di Istanbul, la Germania parte con il vestito buono della festa. Gli azzurri attendono e studiano l'avversario. Totti prova a spaventare Lehmann con una punizione da distanza siderale. Quello di Ballack è da dimenticare. Sono la linea di confine di un primo tempo dove la Nazionale gioca a calcio, forse come non lo ha mai fatto in questo Mondiale. Se Borowski fa saltare le coronarie, anticipato davanti a Buffon da Cannavaro, il vero infarto lo sfiorano i tedeschi, quando a Perrotta manca il passo in più risolutore a tu per tu con Lehmann. La Germania finalmente sa di avere di fronte un avversario più forte. Ci sono almeno dieci minuti di azzurro assoluto, fatto di possesso palla, dominio sulle fasce, dove i laterali si sovrappongono, dove tutto funziona a perfezione. La difesa tedesca sembra di burro. Si salvano solo le torri, che nel gioco di testa hanno la meglio. Poi Francesco Totti. Recuperato fisicamente. Il romanista corre, recupera palle, gioca per la squadra. Grosso e l'immenso Zambrotta, Toni è il tormento di Metzelder e Mertesacker, mentre dietro Cannavaro dà spettacolo in un reparto dove Klose e Podolski attendono al varco aspettando il colpo che non perdona. Ma la Germania è soprattutto squadra tosta. Nel suo Dna ci sono proteine sconosciute. La squadra di Klinsmann sa ritrovare motivazioni quando sembra che la barca debba affondare. Per cambiare registro alla partita aggredisce a centrocampo e sfrutta soprattutto la fascia di Schneider a cui capita la seconda occasione per la Germania su una palla persa da Pirlo e sprecata oltre la traversa.
Chi si attendeva la partita micragnosa, fatta di calcoli, ha sbagliato. Al 5' della ripresa Klose terrorizza con una discesa in mezzo all'area, fra Gattuso e Buffon. Il numero uno azzurro ci mette una pezza e nel contropiede Grosso fa di peggio ripetendo l'errore di Perrotta del primo tempo. Ma la Germania, così come contro l'Argentina, sale di tono, sfruttando le pause degli azzurri, troppo macchinosi e prevedibili. Con Ballack a destra e Kehl a sinistra in mezzo al centrocampo, si mantiene alta, sempre con lo sguardo puntato verso Schneider. E' lui che si beve Grosso e offre a Podolski la seconda occasione respinta da Buffon. Klinsmann capisce: toglie Borowski per Schweinsteiger, più potenza in mezzo, dove la Germania sembra avere il sopravvento. Lippi cambia in attacco, dove Toni, fiaccato e nervoso, e senza uno straccio di un cross a disposizione, lascia a Gilardino. Sono gli ultimi minuti in cui paura e stanchezza si dilatano, in cui Klinsmann prova la mossa Odonkor (fuori Schneider), il portafortuna personale del c.t. tedesco.
Ma si va ai supplementari, con Iaquinta per Camoranesi. Gilardino si beve Ballack e colpisce subito il palo. Zambrotta replica sulla traversa. Non è possibile! L'Italia gioca con intelligenza, si difende e riparte bene. Zambrotta è Garrincha, quando prende palla fa quello che vuole. Ce ne vorrebbe un altro. Lippi toglie Perrotta per Del Piero, terza punta in un'Italia già molto offensiva, uomo da Westfalen Stadion. Podolski sbaglia e si ricomincia. Neuville rileva Klose. Del Piero non trova lo spiraglio letale a tre metri dalla meta, Buffon fa il miracolo su "Poldy". Lehmann, invidioso, lo imita su Pirlo. Poi Pirlo che vede Grosso. Occhi chiusi: sventola! Bastasse. Del Piero si beve tutti e infila il 2-0. Meraviglioso!

Per scaramanzia non parlo, aspetto domenica!

Alla prossima... ;)

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lunedì 3 luglio 2006

Michael: "Ora tutto è possibile"

















INDIANAPOLIS (Usa), 2 luglio 2006 - "Questo è un grande risultato sotto più punti di vista. Nelle ultime gare, a cominciare dal Canada, sapevamo di essere competitivi. Ma per una ragione o per l'altra non siamo riusciti a vincere. Oggi ogni cosa invece è andata per il meglio. Sì, sono davvero contento". Michael Schumacher si gode il quinto successo su 7 apparizioni a Indianapolis. Ma soprattutto i 6 punti guadagnati su un Fernando Alonso in difficoltà.
"Il miglior fine settimana possibile - ha detto il pilota Ferrari -. Per me in particolare, visto che la Germania venerdì scorso ha vinto. Ma ha vinto anche l'Italia, quindi sono contento. La gara? Più dura di quanto non si possa immaginare, ma siamo orgogliosi di quanto abbiamo fatto vedere. Quando tutto il pacchetto riesce ad esprimere il suo potenziale non siamo secondi a nessuno". Mondiale riaperto? "Sì, assolutamente sì. Ci sono ancora 80 punti a disposizione. Oggi ne ho guadagnati 6 su Alonso e non vedo ragione perchè non si possa continuare così".
E Massa? "Mi ha aiutato. Al via ha avuto un tempo di reazione eccezionale e ha fatto da lepre. Poi ho un ottimo rapporto con lui, si lavora bene insieme a Felipe". Al punto che Michael a fine gara lo ha sollevato per portarlo in trionfo. Perchè - gli ha chiesto un giornalista brasiliano - non lo ha mai fatto con Barrichello? "Solo perchè Rubens pesa più di lui, e non ci sarei riuscito...".
Massa a Indianapolis ha ottenuto il suo miglior risultato in carriera. "Sono felice - ha spiegato -. Anche di più, se possibile. In partenza sono riuscito addirittura a battere Michael, ho avuto uno scatto davvero buono. Poi ho spinto più che ho potuto, ma Michael è stato più rapido di me nei pit stop. Ma va benissimo così: per lui è bene per il Mondiale, e per me è comunque il mio miglior risultato in carriera".
Laconico Fernando Alonso. "Non siamo stati competitivi per tutto il fine settimana - ha detto -, quindi non sono sorpreso del risultato. Ma ho raccolto punti utili per il Mondiale. Adesso torniamo in Europa, a Magny-Cours, e potrò rifarmi. La ragione per cui non andavamo forte come le Ferrari? Semplice, le gomme. Nelle prime 9 gare le nostre Michelin erano perfette, in uno non ci hanno fatto andare forte. Un anno fa nella trasferta nordamericana avevo raccolto zero punti, adesso 14. Va bene così".
"Ho ottenuto un buon risultato - spiega invece Giancarlo Fisichella -, il massimo che potevamo ottenere oggi. Ho disputato una gara regolare: mi sono reso conto subito di essere più veloce di Alonso e, una volta conquistata la terza posizione, mi sono messo all'inseguimento delle due Ferrari, che però erano più veloci. E ho tenuto dietro Trulli, che è stato vicinissimo al superarmi".
"Una gara straordinaria per me - ha raccontato proprio il pilota Toyota -. Ero addirittura partito dai box, ma già ieri avevo detto che avrei rimontato e sarei andato a punti. Una gara stupenda, con una strategia d'attacco. E poi davanti siamo quattro macchine un po' tutte italiane (le due Ferrari, la Renault di Fisichella e la sua; n.d.r.): spero questo sia di buon auspicio per i Mondiali di calcio".

Alla prossima... ;)

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E adesso la Germania
















AMBURGO (Germania), 30 giugno 2006 - Damen und herren, signore e signori, Italia-Germania è servita! L'avevano desiderata e l'hanno ottenuta. E anche Shevchenko diventa piccolo piccolo davanti alla Nazionale, perché un 3-0 non ammette repliche; anche se l'incredibile Buffon non regala la gioia di un gol all'Ucraina. Marcello Lippi rivede la luce persa, ritrova un bel pezzo di Totti e soprattutto Toni che polverizza i suoi tormenti con una doppietta d'autore. Tipica del suo repertorio.
Il c.t. schiera il 4-4-1-1, rinunciando a un attaccante per inserire un centrocampista in più, Camoranesi, rinforzando cosi le fasce. Alla sua destra Pirlo e poi Gattuso e Perrotta. In difesa Barzagli dal primo minuto con Zambrotta a destra, Cannavaro e Grosso a sinistra. Oleg Blochin rinuncia all'idea Rebrov e alla chioccia Sheva affianca Milevskiy, quello del cucchiaio: i due punti di riferimento. Strana la disposizione dei gialli dell'Est che marcano a uomo e propongono un gioco piuttosto prevedibile che gli azzurri assimilano subito; soprattutto l'evidente inferiorità numerica davanti all'area di rigore.
Camoranesi intuisce per primo e scalda le polveri con un azione centrale e un tiro dal limite che esce di poco. Quasi una prova generale del gol di Zambrotta: stessa falcata che taglia in due l'Ucraina e bolide che Shovkovskyi devia appena in rete. Ecco l'Italia che piace a Lippi, veloce sulla fasce, aggressiva a centrocampo, dove Gattuso conquista palle e si immola per la causa. Che ritrova Pirlo e alcune intuizioni di Totti, anche se al romanista manca ancora il passo in più che fa la differenza.
Blochin davanti allo strapotere degli azzurri corregge in corsa con la soluzione migliore: un attaccante, Vorobey, per un difensore, Sviderskyi che va a comporre con Sheva e Milevskiy un tridente davanti a Buffon. Ma non c'è storia davanti alla difesa azzurra e l'immensità di Cannavaro. Che si concede solo al 41' con il primo vero tiro degli ucraini, non a caso di Shevchenko, che Buffon lascia sfilare sul fondo. L'Ucraina perde Rusol per in infortunio al piede destro; al suo posto entra Vashchuk; due terzini di ruolo. Alla fine del primo tempo all'Ucraina resta solo il 58 per cento di possesso palla: macchinoso e micragnoso.
Secondo tempo e Toni scarica sul fondo. Ci prova il viola, ci mette il cuore. Appesantito incalza, lotta. Fa quasi rumore. Un gol gli cambierebbe la vita. Monta però la banda di Sheva; non ha nulla da perdere. Si mantiene alta e pressa. Il gol lo sfiora, ma dalla mischia spunta Buffon che devia in angolo, con un gesto innaturale, il colpo di testa ravvicinato di Kalinichenko. Prepariamoci a soffrire. Santo Buffon si ripete al 13'; respinge non si sa come su Gusev, la palla finisce a Kalinichenko che va sbattere su Zambrotta, il terzo palo.
Ma poiché Dortmund non è più un'opinione, l'Italia si scuote a torna a battere sul chiodo. Grosso ci riprova e dalla bandierina allarga per Totti che cambia la vita a Toni: il suo solito colpo di testa, rapinoso, per questo bello. La fortuna ci assiste: la traversa dice no a Gusin. La Nazionale è stanca. Camoranesi merita il rigore. Lippi decide: fuori Pirlo e Camoranesi per Barone e Oddo, la benzina per arrivare alla meta. Ma l'ottano in più ce l'ha Zambrotta: sontuosa penetrazione in area dalla sinistra e tocco per Toni che fa il tap in. E chi lo ferma più? Chi ci ferma più? Perdonaci Sheva, ma la standing ovation è per il tuo amico Gattuso che lascia a Zaccardo.


Alla prossima... ;)

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martedì 27 giugno 2006

Ottavi di finale




















KAISERSLAUTERN (Germania), 26 giugno 2006 - Incredibile. Oltre ogni limite.
A pezzi, in dieci per l'espulsione di Materazzi, l'Italia conquista i quarti di finale battendo 1-0 l'Australia al 95' con un rigore trasformato da Totti, inserito al 30' della ripresa al posto Di Del Piero, che doveva rappresentare la rivoluzione in attacco. Il c.t. parte con un tridente composto dallo juventino, Gilardino e Toni. Come nelle amichevoli contro Olanda e Germania. E soprattutto senza Totti, dopo quattro giorni di tormenti e discussioni. Una scelta razionale, maturata dopo avere preso atto che in un ottavo di finale conta la tenuta fisica e metterla dentro. A supporto un centrocampo composto da Perrotta, Pirlo e Gattuso. E ora l'appuntamento è per venerdì ad Amburgo, contro la vincente di Svizzera-Ucraina.
Chissà cosa deve avere pensato Guus Hiddink nel leggere le formazioni ufficiali. Probabilmente avrà alzato le spalle. L'olandese schiera il 3-5-1-1 previsto alla viglia, ma con tal Wilkshire al posto di Kewell, colpito da un attacco di gotta che lo costringe addirittura ad usare le stampelle. Il biglietto da visita dell'Australia è quello che ti aspetti: decine di passaggi, figli di un possesso palla che ha il solo scopo di addormentare la partita e innervosire gli azzurri. E' il metodo Hiddink, profeta dell'organizzazione, della chiusura degli spazi e delle ripartenze veloci: armi micidiali capaci di irretire qualsiasi avversario. Eppure bastano solo 3' a Toni per sfiorare di testa il gol del vantaggio. L'occasione dell'attaccante rappresenta un po' il leit-motiv del primo tempo, perché l'Italia di reti ne sfiora almeno quattro, ma subendo incredibilmente il gioco dell'Australia, molto abile a tenere alto il suo baricentro e costringendo la Nazionale a faticare il doppio quando deve ripartire.
E' infatti sensazione netta che la difesa australiana sia facilmente perforabile, ma così affollata a centrocampo da non permettere agli azzurri di arrivare con la necessaria lucidità davanti a Schwarzer che para su Gilardino e ancora su Toni. Pratico, da applausi il gioco dell'Australia, che applica regole antiche, pur con mezzi molto inferiori a quelli azzurri e capace di liberare sempre un uomo. Al 30' l'ottimo Chipperfield scatena il destro e Buffon gli dice di no. Ecco un segnale da memorizzare e aggiungere al puzzle. Lippi prova a cambiare in attacco e nella ripresa toglie Gilardino per Iaquinta, invertendo le posizioni di Perrotta e Gattuso, mantenendo in campo i muscoli di Toni che però spreca ancora una volta una palla facile.
Ma il colpo al fianco lo assesta invece l'arbitro Cantalejo che al 6' espelle un po' troppo frettolosamente Materazzi per un fallo al limite su Bresciano, oscurando l'orizzonte dell'Italia. Lippi toglie Toni e inserisce Barzagli, un centrale, al fianco di un Cannavaro strepitoso, arretrando la posizione di Gattuso. L'Australia non se lo fa ripetere due volte e pressa mancando il gol ancora con Chipperfield, sempre all'insegna di un gioco prevedibile, ma martellante che non concede pause. Alla ricerca del ko. Totti al posto di Del Piero al 30' è un'idea brillante, al contrario dello juventino. Hiddink intanto toglie Sterjovski per l'attaccante Aloisi. Ma è l'Italia a pressare, dimostrando che bastano dieci giocatori per battere questa Australia. Con il cuore. Quello di Grosso che ci crede e conquista il rigore. Scaricato in rete da Francesco Totti. Ma applausi all'Australia. E a Guus Hiddink.



Alla prossima... ;)

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venerdì 26 maggio 2006

Un post per Lucy








































































































































































































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lunedì 15 maggio 2006

Lo ricordiamo cosi...











Luciano Moggi si è concesso ai microfoni dei giornalisiti dopo un mese di silenzio. In preda a evidente commozione ha detto: «Per favore non fatemi domande perchè mi manca l'anima, che mi è stata uccisa. Sono qui per informarvi che domani sarò dimissionario da direttore generale della Juventus. Da stasera il mondo del calcio non è più il mio mondo e penserò solo a difendermi da tante cattiverie»

Ma dico io con che coraggio riuscire a fare la vittima?
Luciano appena puoi chiamami.

Alla prossima...

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venerdì 12 maggio 2006

Ammirate!!!



















































































































Ringrazio Paul per la collaborazione, quindi sarebbe gradito un suo commento :)

Alla prossima...

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sabato 22 aprile 2006

SALUTATE LA SERIE A!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Lecce, fine delle speranze (non vale la pena sprecare foto x questo post)


LECCE, 22 aprile 2006 - Il Lecce è matematicamente in serie B. Il verdetto è arrivato in via del Mare contro il già retrocesso Treviso, di fronte alla contestazione di una curva che non perdona a società e squadra di aver buttato via il campionato.
Una classica partita di fine stagione, un tempo a testa per due squadre che non avevano più nulla da chiedere il campionato (guarda la videosintesi). Meglio il Lecce nel primo tempo, che sfrutta le praterie nella trequarti lasciate dalla difesa veneta e ha la colpa di non chiudere la partita. Ripresa del Treviso, che trova il pareggio con Reginaldo e sorride per la mobilità e la voglia di fare di Russotto, un ragazzo di 16 anni che anima gli ultimi scampoli di partita.
Ritmo inevitabilmente blando nel primo tempo, ma i pochi leccesi che hanno preferito lo stadio al mare non si annoiano. Il Treviso va subito in attacco e Viali di testa su corner spreca un’occasione enorme. Il Lecce reagisce subito e segna al 5’ grazie a Vucinic, che sfrutta un assist dalla metà campo di Giacomazzi, entra in area e spiazza Zancopè. Davanti al portiere del Treviso si aprono spazi infiniti. Al 12’ Valdes su punizione scheggia la traversa, al 15’ Pinardi scende sulla fascia sinistra ma non "chiude" il tiro a girare sul palo più lontano, mentre per i veneti si segnala un bell’assist di Vaskak non sfruttato da Acquafresca e l’intuizione di De Martino per Baseggio, che tira fuori. Al 33’ l’unico episodio di nervosismo: De Martino entra da tergo su Ledesma, che reagisce e viene espulso, mentre il veneto è ammonito. Ancora Lecce: al 37’ Rullo triangola con Vucinic ma Zancopè arriva prima sul pallone, al 43’ invece è Cassetti ad accentrarsi dalla destra e a scagliare un missile verso l’incrocio più lontano, tiro intercettato da Zancopè.
Nei primi minuti della ripresa il Treviso fa capire di volere il pareggio. Al 5’ Vascak in area tira a botta sicura, ma Sicignano intercetta con il piede e devia sul palo, al 13’ Acquafresca anticipa colpevolmente ancora Vascak, meglio appostato sul cross, mentre al 19’ Borriello tira dal limite impegnando il portiere leccese. Il Treviso continua a spingere, ma è l’entrata di un sedicenne, Russotto, a dare ai veneti la spinta giusta per il pareggio. Al 38’ è suo il lancio, indirizzato verso Borriello, che Camisa tocca quel tanto che basta per liberare involontariamente Reginaldo in area: 1-1. Ultima emozione al 45’, quando Vucinic controlla di destro in area e tira di controbalzo, colpendo il palo. Un numero che non basta ad evitare i fischi finali del pubblico.

Questa è la cronaca tratta dalla Gazzetta dello Sport...io aggiungerei alla fine AUGURI MERDE SIETE IN SERIE B!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ora aspetto con ansia il derby....lo stadio tremerà al saltare dei tifosi che canteranno "La mamm d'ù lecces iè nà puttan!" e altri coretti dolcissimi nei loro confronti!
Aspetto con ansia Napoli e Lecce! Il San Nicola vi aspetta!!!


Alla prossima...

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domenica 9 aprile 2006

La leggenda









































































Rossi felice per la vittoria in Qatar: "Ringrazio il team, la moto era ok oggi, siamo stati uniti. Il record di 68 vittorie di Giacomo? Me ne mancano 14, si può fare"

LOSAIL (Qatar), 8 aprile 2006 - "Ringrazio i meccanici, gli ingegneri e il mio uomo della Michelin, oggi la moto andava bene".
Al resto, come sempre, ci ha pensato lui. Dopo la vittoria di oggi in Qatar Valentino Rossi ha voluto subito esprimere tutta la soddisfazione per essersi potuto giocare la gara con un mezzo al livello degli avversari. Non era parso così a Jerez, caduta al primo giro a parte. Valentino e il suo team, in ogni caso, meritano un voto molto alto. Dopo la battuta a vuoto nella gara inaugurale serviva vincere e ci sono riusciti.
Rossi riconosce l'importanza di questi 25 punti: "E' stata una magnifica gara - ha detto - è stato un inizio difficile, ma siamo rimasti concentrati. All'inizio quando avevo il 100 per cento di aderenza delle gomme facevo più fatica, ma quando la moto ha cominciato a scivolare sono riuscito a guadagnare. Quando ho visto che Capirossi arrivava mi sono preoccupato, gli ultimi due giri ho dato la vita e ce l'ho fatta".
A quota 54 vittorie nella classe regina ha eguagliato Mick Doohan, a 68 c'è Agostini... "Ne mancano 14 a questo punto - ha detto Vale - siamo vicini, bisogna vedere quanto tempo avrò ma è probabile che ne avrò abbastanza".
Poi Rossi torna sulla gara e sulla vittoria. "Erano tre gare che non vincevo, le ultime due dell'anno scorso dove abbiamo provato ma non siamo stati impeccabili. E poi cominciava a preoccuparmi questo inizio di stagione. Dai test di Jerez in poi abbiamo avuto molti problemi, ma la grandezza mia e della mia squadra si è vista quando le cose sono andate male. Siamo rimasti uniti e sicuri del nostro potenziale. Abbiamo lavorato molto, abbiamo provato tutto il possibile, anche la Michelin ci ha dato una grande mano. Onestamente non mi aspettavo di poter vincere oggi, all'inizio faccio fatica, ma poi quando la moto scivola riesco a stare con gli altri e si è visto".
C'è anche una buona parola per gli avversari di oggi, a cominciare da Stoner, andato in pole. "Stoner ha un gran manico - commenta - ci sono lui, Pedrosa e Elias su Honda che hanno dimostrato il loro valore e saranno lì nei primi posti nei prossimi anni". Terzo posto per Loris Capirossi su Ducati che guida la classifica piloti del Mondiale. "Sono contento - spiega - per noi questa era la gara più difficile. Mi sono divertito, sono contento perché è il mio secondo podio. Comunque ci siamo e possiamo lavorare bene. Il prossimo GP in Turchia per me sarà difficile, visto che l'anno scorso non c'ero". Capirossi parla poi del suo rapporto con il compagno di squadra Sete Gibernau: "Il rapporto è perfetto, lui è anche fortunato perché è salito sulla Ducati migliore che ci sia mai stata".


Penso che provare a giudicare questo ragazzo significherebbe sminuirlo...è un grande...uno dei coetanei che più stimo ;)
Dai che anche quest'anno...li illudi solamente!!!!!!!!!!!

Alla prossima...

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