



Dopo i ricchi premi e cotillon nel derby di Lecce, i biancorossi regalano cioccolatini per un'ora (dominio assoluto e prelibatezze di Scaglia e Santoruvo), mandando in estasi gli Ultras nella settimana del loro trentesimo anniversario (il club fu fondato nel 1976). Poi, sazi e ubriacati perché spumeggianti, s'incartano, invitando al banchetto anche il Rimini. I romagnoli ringraziano (reti di Cascione e Moscardelli nel quarto d'ora finale) e vanno via con un punto gentilmente donato. Per i baresi, dunque, anziché la strenna, arriva una magra soddisfazione: l'aver giocato la miglior partita della stagione (finale a parte). Nello scrigno della serie B, peseranno i punti che sembravano ormai acquisiti: sono quattro le lunghezze dalla zona playoff (e non due) alla vigilia della gara pre-natalizia di Marassi contro il Genoa, in programma venerdì alle ore 20,30. Dolce inizio: segna Scaglia L'inizio è dolcissimo. Al 6' Santoruvo si esibisce in un dribbling da far strabuzzare gli occhi. Il movimento del bitontino (sordo alle critiche, sta inanellando un pezzo di bravura dietro l'altro) lascia di stucco Milone. Il diagonale, da posizione defilata, è intercettato dal portiere Handanovic, ma la ribattuta finisce sui piedi dell'accorrente Scaglia. Facile il tocco che vale l'1-0. Per niente pago, al 9' Ganci se ne va sulla destra e mette in mezzo. La difesa romagnola è nuovamente in affanno. Baccin interviene e manda la palla sul palo sfiorando l'autogol. L'avvio è talmente fragoroso da non esserci stato il tempo di riflettere sulle scelte di Maran, che per l'occasione, complici le assenze di Bellavista e Micolucci per squalifica, cambia la formazione rispetto all'ultima uscita.Maran sorprende: c'è BelmonteLe variazioni, però, non riguardano soltanto Mora (esterno sinistro di difesa) e Gazzi (vertice basso del triangolo di centrocampo). Accanto a Fusani, c'è Rajcic, visto che Carrus non recupera (non è nemmeno in panchina, dove compare Bovo), mentre a destra della retroguardia torna Belmonte, al quale il tecnico dà un'altra possibilità dopo l'errore commesso contro il Brescia (si lasciò sfuggire Possanzini in occasione del gol del pareggio lombardo). Manca anche Tabbiani: sulla destra agisce Ganci, che insieme con Scaglia, sarà una delle spine nei fianchi del Rimini. La disposizione non fa respirare gli ospiti. Il Bari è una roccia pressoché impenetrabile, anche perché sostenuto da una condizione atletica invidiabile.Santoruvo, seconda candelina Il Rimini è tramortito. Al 24' Handanovic sbaglia l'uscita, la palla sta per carambolare in rete, ma c'è un intervento risolutore prima che sia troppo tardi. È l'avvisaglia del raddoppio, che giunge, come spesso capita (l'ultima volta contro lo Spezia), su calcio da fermo. Scaglia batte da sinistra al 25'. Stavolta è Rajcic ad infilarsi tra i marcatori. Il colpo di testa è parato dal portiere, ma la traiettoria della respinta è nel raggio di azione di Santoruvo. L'attaccante si avventa come un falco e piazza la seconda candelina (quinta stagionale per lui). Impressionante la percentuale realizzativa del Bari, spietato come nel turno precedente (il raddoppio di Ganci a Lecce arrivò alla mezz'ora, stavolta è cosa fatta con cinque minuti di anticipo). Amaro pugliese per Acori Acori, l'allenatore che alla prima giornata aveva meritato i complimenti per come era riuscito a fermare la Juventus, colui che è sotto osservazione da parte dei presidenti cui piacciono i tecnici rampanti, non sa che pesci prendere. Potrebbe cambiare qualche uomo, magari per modificare il modulo (visto che il Bari è ampiamente in superiorità e padrone del campo nelle ripartenze). Invece, prima alterna la posizione di Pagano e Valiani (il primo va a sinistra, il secondo a destra nella linea a tre che assiste Jeda), poi sostituisce (41') l'ex barese e mette dentro Moscardelli come terminale (sarà decisivo), spostando il brasiliano a sinistra. In effetti, il Rimini è troppo timido, anche quando gli avversari concedono di avvicinarsi. Di concreto c'è solo una possibilità per Jeda, che se ne va a Gervasoni come fece Osvaldo. Solo che quando al 36' in area salta il portiere belga, il brasiliano pensa sia meglio buttarsi per guadagnare un rigore. L'arbitro Marelli lo ammonisce per simulazione. Pianu ha fame, ma si mangia un golIl Bari rientra dagli spogliatoi con l'intenzione di chiudere definitivamente i conti. Potrebbe riuscirci dopo quaranta secondi ancora su calcio da fermo (stavolta un corner), ma Pianu, tutto solo davanti alla porta, sbaglia la direzione del piatto destro mandando incredibilmente a lato. L'errore è di quelli che si possono pagare, ma Gillet al 52' impedisce a Moscardelli (su cross di Ricchiuti) di dimezzare lo svantaggio e riaprire la partita. La palla, schiacciata dall'attaccante con un colpo di testa da due passi, è ribattuta con i piedi. Sventata la minaccia, il Bari concede opportunità meno evidenti (al 65' Moscardelli è lontano dai pali quando prova a centrarli col destro, al 70' Ricchiuti è troppo defilato per cogliere l'angolino di testa). Poi, una decina di minuti dopo l'uscita dal campo di Ganci (entra Tabbiani al 59'), che non gradisce (i compagni lo confortano e finisce lì), il Bari cambia faccia. Il Bari ha la pancia piena: arriva la beffaQuasi convinti di essere impenetrabili, i pugliesi mollano un po' la presa. Hanno la pancia piena. Si siedono e stanno un po' troppo a guardare. Quando Acori (che aveva già inserito Tasso per Cristiano al 60') finalmente si decide a rivedere la strategia, il Rimini rinasce. Infatti, contemporaneamente all'ingresso di Esposito (fuori Belmonte), il tecnico del Rimini inserisce (69') Vitiello (un difensore) al posto di Valiani. Sembra una contraddizione, ma non la è. Baccin passa a centrocampo, il nuovo entrato (da destra) e Regonesi (da sinistra) cominciano a spingere a turno. In pratica, si passa a un 3-4-1-2 (con Ricchiuti alle spalle di Moscardelli e Jeda). La partita cambia volto. Jeda, fino a quel momento pressoché impalpabile, al 76' se ne va sulla destra e mette in mezzo, dove spunta Cascione: 1-2. Ma la differenza la fa Moscardelli. Nell'ultimo quarto d'ora, il Bari perde la bussola (le prova tutte: cambia posizioni, modulo, uomini: Bovo per Rajcic all'85'), ma ormai la rimonta del Rimini è irrefrenabile. La beffa giunge all'88'. Su cross di Regonesi dalla sinistra, Cascione favorisce il colpo di testa del 2-2 firmato da Moscardelli.
G. Flavio Campanella
BARI (4-2-3-1): Gillet, Belmonte (24' st Esposito), Pianu, Gervasoni, Mora, Gazzi, Fusani, Rajcic (40' st Bovo), Ganci (14' st Tabbiani), Scaglia, Santoruvo. (Aldegani, La Vista, Di Vicino, Vantaggiato). All. Maran.
RIMINI(4-5-1): Handanovic, Baccin, Peccarisi, Milone, Regonesi, Cascione, Tasso (15' st Cristiano), Pagano (40' Moscardelli), Ricchiuti, Valiani (24' st Vitiello), Jeda. (Pugliesi, Digao, Bravo, Bischeri). All. Acori.
Arbitro: Marelli di Como.
Reti: nel pt 5' Scaglia, 25' Santoruvo; nel st 31' Cascione, 43' Moscardelli.
Angoli: 4-2 per il Rimini. Recupero: 2' e 4'.
Ammoniti: Gervasoni per gioco falloso, Gazzi e Vitello per gioco non regolamentare, Jeda per simulazione.
Spettatori: 6.620.
Peccato per come è venuto, dato che eravamo in vantaggio 2-0, ma tutto sommato un buon pareggio.
Bella anche la zagnissima festa degli Ultras dopo, dove mi confondevo fra fumi di zampina e non :D
Alla prossima... ;)
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21 Ottobre 2006 - Bari-Treviso 2-0
San Nicola adesso è amico. Si è stancato di concedere ai forestieri. Ogni tanto dà la sua benedizione anche ai baresi, i quali da troppo tempo aspettano una squadra capace di entusiasmarli. La creatura di Maran non può essere paragonata a quelle del passato (ricordate, ad esempio, Protti e Tovalieri?) né (per ora) manda gli spettatori in brodo di giuggiole. Ma comincia a farsi piacere perché è capace e organizzata; perché sa reagire (dopo la sconfitta ingiusta di Cesena) e riparare i meccanismi che non funzionano; perché offre un bel gioco e migliora a vista d’occhio; perché promette di andare oltre i limiti, soprattutto ora che può far valere la legge del San Nicola. Dopo il Bologna, infatti, anche il Treviso lascia a Bari tre punti (finisce 2-0, reti di Santoruvo e Carrus su rigore) che proiettano i biancorossi al terzo posto del campionato insieme con il Rimini (solo il Cesena, con una partita in meno, potrebbe sopravanzarli).
LA PARTITA - Maran sceglie il sistema di gioco (convenzionalmente definito modulo, in modo da esprimere graficamente la posizione di partenza degli uomini in campo) ritenuto idoneo per battere il Treviso. Stavolta è un 4-4-2. I giocatori chiamati a interpretarlo (sempre che il tecnico valuti riescano a farlo, altrimenti è pagato per fare spostamenti o avvicendamenti) sono per la maggior parte quelli delle ultime uscite. Ci sono, però, tre novità: due in difesa, determinate da infortuni (Bellavista esterno di destra al posto di Milani e Esposito al centro in sostituzione di Gervasoni), e una in attacco per scelta tecnica (Ganci per Vantaggiato). Scaglia e Tabbiani, che partono in linea a centrocampo con Gazzi e Carrus, sono pronti a salire e crossare dal fondo. I veneti si presentano con la formazione annunciata. Non c’è Baseggio (preferito Guigou). È regolarmente al suo posto Russotto, uno dei talenti della squadra di Bortoluzzi. L’esterno sinistro degli ospiti si presenta subito, approfittando di un rinvio sbagliato di Bellavista (il capitano, ormai poco abituato a coprire il ruolo, non farà più errori). Cerca (2’) e trova l’azione personale che soltanto Gillet riesce a fermare. Poi, però, i pericoli arrivano quasi esclusivamente dalla parte di Avramov. Come assaggio, il Bari punge tre volte in tre minuti: al 10’ cross di Tabbiani e colpo di testa sopra la traversa di Scaglia; all’11’ pericoloso tiro-cross di Micolucci; al 12’ tocco in profondità di Ganci troppo lungo per Santoruvo. Proprio Ganci diventa decisivo, per la felicità del tecnico (che ha puntato su di lui). Se i palloni per Santoruvo non giungono da Carrus o dagli esterni, ci pensa uno dei sei ex in campo. Servito in area di rigore da Scaglia, Ganci ha l’opportunità di far male già al 15’. Ma, saltato in dribbling Viali, si lascia cadere (istintiva la ricerca del rigore) meritando l’ammonizione per simulazione che gli costerà la squalifica per la prossima gara (era diffidato: salterà Piacenza-Bari in programma sabato 28 alle ore 16). Al 20’, però, lo scambio sullo stretto con Santoruvo vale il vantaggio: destro del bitontino (al secondo gol stagionale) e 1-0. Per la parte restante del primo tempo il Bari mantiene il controllo della partita, ma si fa più prudente, cioè bada più a coprire gli spazi che ad attaccare, più a evitare l’inferiorità numerica in fase difensiva che a cercare la superiorità in fase offensiva. Il Treviso sa che Tabbiani e Scaglia sono comunque pronti a cambiare marcia, ma non ha alternative. Quindi, sia pure senza perdere equilibrio, va alla ricerca del pareggio. Ma oltre a un colpo di tacco di Vascak al 25’ (bello a vedersi e nient’altro) e a un tentativo di Russotto al 27’ (da quella parte c’è sempre Pianu pronto a intervenire in seconda battuta) produce ben poco. Durante l’intervallo si scaldano le riserve del Treviso. Beghetto e Fava, in effetti, sono in ombra. Merito della difesa del Bari, che non risente dei cambiamenti (Possanzini resta l’unico ad aver segnato al San Nicola). Il duello a distanza con la coppia barese è per il momento ampiamente perduto. Detto di Ganci, Santoruvo, che aveva espresso critiche a se stesso per la prova contro il Bologna, dove pure aveva segnato, fa esattamente quel che deve: il goleador. Un pizzico di egoismo può essere funzionale, soprattutto se c’è chi si sobbarca il lavoro di avvicinamento. Sia chiaro, non sono in discussione impegno e capacità di Santoruvo, ma soltanto un tasso tecnico insufficiente per garantire (da sottolineare: garantire) un numero di reti necessario per la serie A. Ovviamente, fino a prova contraria. La smentita (parziale: mancano troppe partite fino alla fine del campionato) potrebbe arrivare in apertura di ripresa, sempre con la collaborazione di Ganci, che cerca il compagno in due occasioni: nella prima viene segnalato il fuorigioco. Santoruvo (piace la grinta e il carattere che ci mette in campo per zittire la critica) potrebbe fare il bis anche al 50’ sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma il colpo di testa è fuori dallo specchio della porta. Finirebbe dentro, invece, il tiro al volo di Fava (servito da Beghetto), ma Gillet è sempre una sicurezza (anche se al 54’ sbaglia maldestramente un rinvio; è umano: ogni tanto può accadere). L’apprensione per il ritorno del Treviso svanisce al 56’. Da manuale l’azione che porta alla concessione di un calcio di rigore in favore del Bari e all’espulsione di Valdez per un fallo sull’ultimo uomo in presenza di una chiara occasione da rete. Ganci è ancora una volta protagonista, ma anche Santoruvo e Tabbiani vanno elogiati per i movimenti. Carrus, che avvia e trasforma il tiro dagli undici metri, dimostra di poter essere l’uomo in più. Quando il sardo riceve il pallone in prossimità dell’area, Santoruvo e Ganci sono bravissimi a portare fuori i difensori veneti. In più Ganci, servito da Carrus, è veloce nell’aprire a destra per Tabbiani. Il cross è immediato, Santoruvo e Carrus sono rapidi nel lasciarsi dietro i controllori. Il traversone è impreciso per l’accorrente Santoruvo, ma non per Carrus, che è alle spalle e viene spinto (anche se non in modo evidente) da Valdez. La trasformazione (57’) dagli undici metri vale il 2-0. Bortoluzzi sa che la gara è compromessa. Ridotto in dieci, il Treviso tenta di risollevarsi facendo tutto il possibile. Ovvio che debba correre dei rischi. Opta per la difesa a tre (entra Lorenzi al 68°). A centrocampo Moro rileva Gissi (64’). Tutto inutile (Giuliatto salva l’onore al 76’ con un tiro bloccato dal portiere barese). Il Bari non corre rischi dietro, conserva le chiavi del centrocampo (Gazzi continua a giganteggiare, Carrus prende sempre più confidenza) e dispone di spazi più ampi. Inoltre, Maran inserisce forze fresche: al 74’ mette Vantaggiato al posto di Santoruvo (applausi meritati) e al 77’ dà respiro a Scaglia (entra Mora, che ne rileva anche i compiti). L’ultimo cambio del Treviso arriva all’80’ (Acquafresca per Beghetto), mentre tra i biancorossi Di Vicino sostituisce Ganci (82’). Il Bari potrebbe infierire (soprattutto l’ultimo entrato ci tiene a segnare, sbaglia però clamorosamente al 92’). Ma è sufficiente aver battuto nettamente un avversario che qualche giorno fa ha tenuto testa alla Juventus…
BARI (4-4-2): Gillet, Bellavista, Esposito, Pianu, Micolucci, Tabbiani, Gazzi, Carrus, Scaglia (32’ st Mora), Ganci (37’ st Di Vicino), Santoruvo (29’ st Vantaggiato). (23 Aldegani, 8 Rajcic, 25 Cazzola, 20 Fusani). All.: Maran.
TREVISO (4-4-2): Avramov, Valdes, Cottafava, Viali, Giuliatto, Vascak, Gissi (19’ st Moro), Guigou, Russotto (13’ st Lorenzi), Beghetto (35’ st Acquafresca), Fava. (33 Montresor, 23 Mallus, 21 Quadrini, 19 Montasser). All.: Botoluzzi
Arbitro: Squillace di Catanzaro
Reti: nel pt, al 20’ Santoruvo; nel st, al 12’ Carrus (rigore)
Recupero: 1’ e 4’.
Ammoniti: Ganci per simulazione, Vascak per proteste, Pianu e Moro per gioco falloso, Mora per proteste, Di Vicino per gioco non regolamentare.
Espulso: Valdes all’11’ st per fallo da ultimo uomo.
Angoli: 4-3 per il Bari.
Spettatori: 6.933 di cui 2.793 paganti e 4.140 abbonati per un incasso complessivo di 47.142,00 euro (quota paganti 29.940, quota abbonati 17.202).
Io non predico il futuro nè mi permetto di dire che campionato sarà, però in ogni caso sono punti che possono risultarci utili anche per una possibile salvezza, con questa squadra meglio vivere alla giornata :)
Alla prossima... ;)
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La striscia positiva del Bari (11 punti in 5 gare) si ferma a Cesena. Papa Waigo, l’autore del gol decisivo, interrompe anche l’imbattibilità della difesa pugliese e, soprattutto, riporta squadra e città sulla terra dopo i voli di fantasia degli ultimi giorni. I biancorossi, che restano nella zona alta della classifica, hanno il pregio di aver costruito un bel gruppo e di essere riusciti ad assimilare gli schemi di Maran (a dimostrazione che questi ragazzi hanno intelligenza, carattere e qualità). La partita in Romagna, nonostante la sconfitta, evidenzia nuovamente che ci sono le potenzialità per poter recitare un ruolo da protagonisti. Ma non al punto da ambire alla promozione in serie A. L’infortunio di Gervasoni, sostituito da Esposito, è bastato per rendere perforabile la difesa. Inoltre, aver mantenuto il controllo dell’incontro non è servito per arrivare al successo. Il Bari, del resto, non realizza abbastanza su azione manovrata, tanto che buona parte delle reti fatte sono giunte sugli sviluppi di calci da fermo. Per poter aspirare davvero alla promozione servono almeno una prima punta da 15-20 gol e l’esperienza nei punti nevralgici, cioè al centro della difesa e del centrocampo. Altrimenti sarà bene seguire con simpatia la realizzazione di un progetto che garantisce la salvezza e che soltanto nelle prossime stagioni potrà restituire il palcoscenico della massima serie.LA PARTITA - Maran stavolta torna al 4-2-3-1. Rispetto alla gara di lunedì scorso, Fusani, che si era fatto trovare pronto nel secondo tempo contro il Bologna, rileva Tabbiani e si piazza accanto a Gazzi. La mossa riesce perché i due limitano assai Salvetti e Pagliuca, mentre la posizione di Carrus costringe Pestrin a rimanere molto basso. Insomma, i collegamenti tra i reparti della squadra di casa risultano difficoltosi. Quasi mai Papa Waigo, Virdis e Piccoli (gli ultimi due preferiti a Pellè e Lazzari, impegnati in settimana con l’Italia Under 21) sono messi in condizione di infilare in velocità la difesa del Bari. Inaridite le fonti del gioco romagnolo (ci pensano Vantaggiato e Scaglia a bloccare eventuali sortite degli esterni difensivi Sabato e Biserni) e messa la museruola agli attaccanti (compito che per altri è risultato tutt’altro che agevole: il Cesena, nonostante debba recuperare una partita contro la Triestina, è il terzo attacco più prolifico della serie B dopo la Juventus e il Genoa), i biancorossi per completare l’opera vanno alla ricerca della rete. A sostenerli ci sono circa un migliaio di tifosi, la cui speranza è che la squadra riesca a centrare il sesto risultato utile di fila, serie iniziata dopo la sconfitta di Crotone all’esordio. Nei primi venticinque minuti le aspirazioni sono confortate dalle avvisaglie. Santoruvo (per tre volte) e Vantaggiato impensieriscono la difesa cesenate, ma non abbastanza per poter parlare di occasioni da gol. Anche quando Santoruvo da posizione favorevole riesce a girarsi per la battuta, Lauro (sostituto dell’infortunato Ficagna) si oppone. Ma l’accerchiamento (leggi anche una serie di calci d’angolo) si fa più insistente. Al 28’ sempre Santoruvo si lamenta per una trattenuta in area di rigore (c’è un battibecco con Zaninelli), ma l’arbitro Giannoccaro lo calma con spiegazioni che non convincono l’attaccante bitontino. Il tecnico Castori, che ha appena rinnovato il contratto con il Cesena fino al 2010, è costretto a sostituire al 34’ Zaninelli per infortunio (i titolari sono ora entrambi fuori: la coppia dei difensori centrali è Vignati-Lauro). Ma le preoccupazioni sono altre. La formazione vista in avvio di stagione (briosa e a tratti spettacolare) stenta a ripresentarsi (i romagnoli vengono da due pareggi consecutivi). Salvetti decide di indietreggiare per dare un aiuto a Pestrin, Papa Waigo pensa di fare da solo: ricevuto il pallone prova a puntare Micolucci, a saltarlo e a mandare in area qualche pallone. In realtà, c’è poco profitto. La sterile pressione, che si intensifica nell’ultima parte del tempo, ha almeno il vantaggio di tenere il Bari lontano da Turci. Un imprevisto costringe Maran a toccare il reparto che gli ha finora dato più soddisfazioni. I biancorossi devono infatti rinunciare a uno dei centrali di difesa per un infortunio muscolare. Fuori causa Gervasoni, c’è un’altra occasione per Esposito, entrato al 44’. Interessante è verificare nella ripresa se la compattezza della retroguardia barese (non prende gol da oltre 400’) prescinde dalle individualità (aspetto che valorizzerebbe ancor più il lavoro fatto negli allenamenti). Da valutare anche il lato negativo della posizione di Carrus: blocca Pestrin, ma non è a suo agio come suggeritore. La risposta al secondo quesito sembra arrivare immediatamente. E’ proprio Carrus a battere al 47’ una punizione che Pianu devia per l’accorrente Santoruvo. L’attaccante, strattonato da Vignati, riesce comunque a toccare in mischia, ma Turci interviene con i piedi. Il centrocampista sardo fa quel che dovrebbe ripetere con continuità al 50’, allorché con una iniziativa personale si procura un calcio di punizione al limite dell’area. Vantaggiato calcia fuori dallo specchio della porta. In quanto al primo punto interrogativo, la presenza di Pellè, che Castori manda in campo al posto di Virdis (53’), dovrebbe essere, per la difesa modificata del Bari, un banco di prova ancor più probante. Un altro indizio arriva al 59’. Gazzi sradica il pallone agli avversari e dà la palla a Carrus. Cross per il colpo di testa di Vantaggiato, Turci blocca. Appare evidente che Maran abbia chiesto nell’intervallo alla squadra di far passare più spesso la manovra per i piedi del sardo, che al 65’ mette ancora Vantaggiato nelle condizioni di ottenere un calcio da fermo. Stavolta è Scaglia a tentare (invano) di sorprendere il portiere. Come dimostra la prima parte del secondo tempo, il Bari, che non sfonda, è comunque padrone della situazione. Né ci sono segnali di pericolo. Invece, Esposito sbaglia sulla trequarti al 69’ e consente a Piccoli di andarsene centralmente. Il Cesena è in superiorità numerica (tre contro due). L’attaccante serve il collega Papa Waigo: dribbling su Micolucci e sinistro a girare che batte Gillet. L’1-0, che sancisce anche la fine dell’imbattibilità del portiere dopo 440’, è un colpo duro da assorbire. Il Bari prova a reagire immettendo forze fresche. Prima entra Ganci per Fusani (73’), poi Tabbiani per Carrus (80’). Il modulo diventa un 4-3-3 con Gazzi davanti alla difesa e Tabbiani e Scaglia più avanzati. In attacco, Vantaggiato è la punta di sinistra, mentre a destra c’è Ganci. Proprio quest’ultimo prima (81’) disegna una parabola che sorprende Turci, ma il colpo di testa di Santoruvo termina fuori; poi (86’) si avventa su un traversone di Micolucci: l’incornata è debole, tanto che per il portiere bianconero è facile impossessarsi della palla. Con il Cesena che si difende (4-5-1 quando all’82’ De Feudis rileva Papa Waigo), il Bari non trova più sbocchi (e la stanchezza si fa sentire), nemmeno quando (90’) Pellè, di proprietà del Lecce, si fa espellere dal direttore di gara (di Lecce) per un tackle su Milani. Nei cinque minuti di recupero il forcing produce soltanto due corner.
CESENA (4-3-3): Turci, Biserni, Zaninelli (34’ pt Vignati), Lauro, Sabato, Pagliuca, Pestrin, Salvetti, Papa Waigo (36’ st De Feudis), Virdis (8’ st Pellè), Piccoli. (12 Sarti, 7 Lazzari, 13 Bova, 17 Bracaletti). All.: Castori.
BARI (4-2-3-1): Gillet, Milani, Pianu, Gervasoni (45’ pt Esposito), Micolucci, Fusani (28’ st Ganci), Gazzi, Carrus (35’ st Tabbiani), Scaglia, Vantaggiato, Santoruvo. (33 Aldegani, 7 Bellavista, 10 La Vista, 31 Mora). All.: Maran.
Arbitro: Giannoccaro di Lecce.
Reti: nel st 24’ Papa Waigo.
Recuperi: 2’ e 5’.Angoli: 6-5.Espulsi: Pellè al 45’ st per gioco falloso.
Ammoniti: Micolucci, Sabato e Vantaggiato per comportamento non regolamentare; Lauro, Esposito e Ganci per gioco falloso.
Spettatori: 7.800 circa.
Uffa, questa l'abbiamo persa però c'è da dire che stiamo prendendo pochissimi gol, continuiamo cosi :)
Alla prossima... ;)
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Nel posticipo della 6ª di B gli uomini di Maran vincono 2-0 grazie ai gol di Santoruvo e Ganci: ora sono secondi. I rossoblù recriminano per gli errori di Nervo
BARI, 9 ottobre 2006 - La differenza la fanno Santoruvo e Ganci da una parte e Nervo dall'altra. I primi due segnano, l'altro no. Così nel posticipo della sesta giornata di serie B il Bari batte il Bologna 2-0 e - in attesa dei recuperi - sale in seconda posizione alle spalle del Genoa insieme a Napoli, Mantova e Brescia. Bravi Santoruvo e Ganci che, in apertura e chiusura della ripresa decidono la partita. Ma le occasioni per gli uomini di Ulivieri ci sono state: peccato che siano capitate a Nervo che non era in giornata e le ha sprecate. Per i rossoblù (fermi a 7 lunghezze) urge una rapida ripresa.
LA PARTITA - Il Bari inizia con il 4-4-2 piazzando Vantaggiato in avanti insieme a Santoruvo, ma dopo 20 minuti passa al 4-2-3-1. Modulo, quest'ultimo, speculare a quello del Bologna, che recupera Meghni e lo piazza dietro a Bellucci mandando Zauli a sinistra con Nervo a destra. Il primo tempo è sonnolento per almeno metà dei suoi 45', poi si vivacizza dopo un'occasione per i padroni di casa con il colpo di testa di Scaglia che finisce fuori di poco. I rossoblù rispondono verso il finale grazie a un'occasionissima che vede Nervo solo davanti a Gillet, ma il tiro è centrale e il portiere manda in angolo con un gran riflesso.
Si ricomincia con le formazioni immutate e il Bari dopo 4' è in vantaggio: angolo di Scaglia da sinistra, Antonioli accenna all'uscita e poi rientra e Santoruvo di testa lo batte. Dopo due minuti Vantaggiato sfiora il raddoppio con un destro che il portiere del Bologna manda in angolo in tuffo. Gli ospiti potrebbero pareggiare già all'8', ma su un assist di Meghni ancora Nervo a porta vuota manda alto. Lo stesso Nervo manda fuori due colpi di testa da buona posizione. Intanto Ulivieri fa entrare Marazzina per Zauli e dispone i suoi a due punte.
Maran, da parte sua, risponde con una doppia sostituzione: Fusani per Tabbiani e Mora per Carrus. A loro, poco più tardi, si aggiunge Ganci che prende il posto di Santoruvo. Mentre il tentativo finale del Bologna passa attraverso Costa (che entra per l'infortunato Castellini, leggero trauma cranico e al collo per un colpo involontario di Ganci) e Filippini (per Mingazzini). Ma non c'è lucidità nell'ultimo assalto, che produce poco o niente. Mentre il Bari raddoppia al 45', grazie a una bella punizione di Ganci che aggira la barriera e fulmina Antonioli. E' il sigillo finale alla partita.
Che dire?Questo periodo sembra essere davvero d'oro, la squadra ha giocato decisamente meglio con il 4-4-2, è vero i gol sono nati solo su calcio piazzato ma il gioco c'è e i gol su azione verranno.Bologna a dir poco umiliato e grande Gillet come sempre, ora da 360 minuti senza gol!!!
Alla prossima... ;)
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Qualcuno dice 'si vince anche così'. L'autorete di Terra su tiro di Santoruvo al 43' del primo tempo potrebbe far pensare ad un Bari fortunato quanto opportunista. Invece, dietro questa vittoria, costruita con molta intelligenza e determinazione, c'è una gara condotta a buon ritmo con numerosi capovolgimenti di fronte. Una gara in cui il Bari non ha rubato niente, anzi, confermato la sua crescita e arginato la manovra offensiva dei padroni di casa. Ogni giocatore ha svolto al meglio il suo compito iniziando dall'estremo difensore Gillet che, 4 minuti prima del gol vittoria, ha neutralizzato un calcio di rigore al brasiliano Bondi.
Dopo quattro pareggi, l'Arezzo dunque conosce la prima sconfitta sbagliando il terzo penalty consecutivo. Il Bari, in attesa del completamento del turno, sale al quarto posto con 8 punti. Maran compatta la squadra che concede poco allo spettacolo ma concretizza le discese offensive. L'Arezzo parte bene e dopo pochi secondi Bondi dal fondo mette al centro un pallone invitante che nessun giocatore amaranto riesce a ribadire a rete. Partita veloce nei primi minuti con il Bari che controbatte colpo su colpo, come al 10° quando Santoruvo non vede Scaglia, libero sulla destra tira dai 25 metri senza centrare il bersaglio. Al 37° l'episodio del rigore. Lancio lungo per Floro Flores che brucia sul tempo il suo avversario che lo spinge in area sulla contemporanea uscita di Gillet. Per l'arbitro Lena non ci sono dubbi. Questa volta, dopo Vigna e Floro Flores, va sul dischetto Bondi. Parato.Al 43° i toscani l'azione del gol. Un pallone giocato sulla destra del fronte offensivo del Bari viene rimesso al centro dove intervengono Bressan, Santoruvo e Terra. L'ultimo tocco è proprio di quest'ultimo.Fino alla fine, Carrus coordina benissimo la manovra barese ed ha anche la palla del raddoppio. Per il resto una gara confusionaria dei toscani con un Bari che controlla bene per pungere poi in contropiede o in ficcanti ripartenze. Bravo Bressan in un paio di circostanze a salvare la sua porta dal secondo gol, come al 61° quando il portierone amaranto esce alla disperata su un giocatore barese liberato da una spizzicata di testa di Santoruvo.
E' vero che La Bari vince anche se non convince ma questi punti servono come il pane, quindi non importa!!!Avanti così!
Alla prossima... ;)
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BARI (4-2-3-1): Gillet 6.5; Milani 6, Gervasoni 6, Pianu 6, Micolucci 6; Bellavista 6, Gazzi 6 (36’ st Raicic sv); Tabbiani 6, Di Vicino 5.5 (1’ st Scaglia 6.5), Ganci 5; Santoruvo 5 (23’ st Vantaggiato 5) In panchina: Aldegani, Fusani, Mora, La Vista. Allenatore: Maran 5.5
VICENZA (4-2-3-1): Zancopè 6; Martinelli 6.5, Scardina 6.5, Fissore 6.5, Padoin 6; Helguera 6, Rigoni 6; Raimondi 6, Zanini 6 (30’ st Crovari sv), Sgrigna 6.5; Cavalli 5.5 (43’ st Vailatti sv) In panchina: Sterchele, Pesoli, Paonessa, Trevisan, Viskovic. Allenatore: Camolese 6
La prima parte della gara (chiamatela mediocre o noiosa, se si vuole sintetizzare tutto in una parola) si chiude senza sussulti. I componenti per una macchina dalle buone prestazioni ci sono (in campo o in panchina). Manca l’albero motore, che crei lavoro utilizzabile. Nella ripresa, Scaglia rileva Di Vicino (un po’ in ombra). Ganci affianca Santoruvo. Il nuovo entrato e Tabbiani sono più alti, ma pronti indietreggiare (hanno le caratteristiche per cambiare in corsa il modulo: dal 4-2-3-1 si può passare al 4-4-1-1 con tutte le possibili varianti intermedie, anche il 4-2-2-2). Con questa mossa possono essere gestiti anche gli inserimenti di Micolucci e di Milani (senza esagerazioni però). Di sicuro, il Bari comincia a guadagnare sempre più chiaramente la gestione dell’incontro. Ci sono avvisaglie: al 49’ Scaglia prova da lontano, al 54’ i biancorossi chiedono un rigore per fallo di mano (che sembra essere di Santoruvo), al 55’ Santoruvo colpisce di testa ma aiutandosi con una spinta, al 57’ la punizione di Ganci è parata da Zancopè con Gervasoni che anticipa il meglio piazzato Tabbiani. La pressione si intensifica. Aumentano però anche gli spazi per il Vicenza, che al 60’ ha l’opportunità più ghiotta con Sgrigna, servito da Rigoni. La punta prova a giro con il destro, ma è bravo Gillet a distendersi e deviare. Il timore di essere infilati non ferma subito il Bari, che batte a rete per due volte consecutive (Ganci e Bellavista al 61’). Ma la dimostrazione che anche in fase difensiva servirà lavorare ancora arriva al 63’, quando un “buco” clamoroso del Bari consente a Cavalli di partire tutto solo da centrocampo. Gillet è strepitoso nel chiudere sul tiro lo specchio della porta. Piace, però, l’insistenza dei biancorossi, che provano in tutti i modi a servire Santoruvo (lo fa Scaglia al 64’, poi Tabbiani al 68’). Nulla da fare, tanto che Maran decide di sostituirlo con Vantaggiato (che prova subito su punizione al 70’), contando magari nella cabala: la punta ha segnato l’unica rete al San Nicola della carriera proprio contro i veneti. Vantaggiato ama essere libero di muoversi, di indietreggiare, di ricevere palla partendo dagli esterni, spostandosi lungo tutta la linea d’attacco. Cosicché Ganci si occupa… di occupare la zona sguarnita. Scambiarsi le posizioni potrebbe essere un’arma in più. Ma per ora non è una scelta, ma una conseguenza del fatto che Vantaggiato si sentirebbe ingabbiato se fosse utilizzato diversamente. Invece, ha tutte le caratteristiche (sotto alcuni aspetti qualcosa in più: è più rapido e più agile) di una vecchia conoscenza, Jonatha Spinesi, capace di svariare, ma con la bussola indirizzata verso gli ultimi sedici metri. La giovane età fa sperare in una evoluzione, la stessa che si attende dal Bari, che nell’ultimo quarto d’ora torna alle cadenze del primo tempo. Anche il Vicenza si adegua (può vantare le migliori opportunità dell’incontro, ma preferisce muovere finalmente la classifica piuttosto che andare alla ricerca del colpaccio), per cui il pareggio resta tale fino al termine.
Rimandata ahimè la prima vittoria in casa, ora ci attende una dura trasferta ad Arezzo.
Alla prossima... ;)
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Alla vigilia non ci si aspettava di certo una gara eccezionale dal punto di vista tecnico, viste le esigenze di classifica delle due formazioni: ma lo spettacolo offerto da Pescara e Bari stasera è stato a tratti davvero di scarso livello. Gli abruzzesi scendono in campo con l'annunciato 4-4-2. Unica novità rispetto alle previsioni della vigilia è la presenza nell'undici titolare di Carozza al posto di Moscardi. Nel Bari Maran non opera rivoluzioni e conferma quasi in blocco gli uomini che hanno pareggiato al San Nicola contro il Brescia, con Gervasoni che sostituisce l'infortunato Esposito. I biancorossi, nonostante le tre punte, partono con un atteggiamento molto rinunciatario. I padroni di casa però non ne approfittano, e per registrare il primo tiro in porta bisogna attendere la mezzora di gioco, quando il portiere del Bari Gillet respinge con bravura una punizione di Carozza. Si tratta tuttavia di un episodio isolato; a parte un altro calcio piazzato del barese Vantaggiato al 42', il primo tempo scivola via tra gli sbadigli del pubblico giustamente irritato. Nella ripresa il copione non cambia di molto, anche se il Pescara fa decisamente di più per cercare di conquistare i tre punti. Al 52' un colpo di testa di Delli Carri termina di poco a lato con Gillet fuori causa, quattro minuti più tardi una bella iniziativa personale di Antonelli si conclude con un gran tiro che si spegne sul fondo. Ballardini lancia nella mischia Aquilanti e Martini, Maran risponde con Rajcic e il talento di Giorgio Di Vicino: le occasioni, tuttavia, continuano a scarseggiare, e soprattutto il Bari sembra accontentarsi del pareggio con il minimo sforzo. Al 64' Rajcic lancia benissimo in profondità Ganci, ma l'attaccante barese spreca malamente allungandosi il pallone. A dieci minuti dal termine episodio dubbio nell'area biancorossa: su un dubbio intervento di Gervasoni su Carozza il fiscale arbitro Salati lascia proseguire. Due minuti più tardi ancora Carozza, il migliore dei suoi, mette i brividi al Bari con un calcio di punizione deviato in angolo. Quando la partita sembra ormai volgere al termine, ecco l'episodio che non ti aspetti: all'88' Scaglia, appena entrato, pennella un calcio di punizione dalla fascia sinistra per la testa di Giorgio Di Vicino, che batte il giovane Spadavecchia e realizza così la sua prima rete in campionato con la maglia biancorossa. Il match finisce praticamente qui: per il Pescara la punizione è sicuramente eccessiva, ma il calcio è fatto anche di partite come questa. In ogni caso la situazione comincia a farsi preoccupante per i biancazzurri, e per il tecnico Ballardini si annunciano giorni difficili. Il Bari, invece, raccoglie sicuramente oltre i suoi meriti: i galletti hanno fatto sicuramente un grosso passo indietro per quanto riguarda il gioco, e Maran dovrà sicuramente rivedere qualcosa dal punto di vista tattico. I tre punti conquistati, tuttavia, lasciano comunque ben sperare per il futuro: con il rientro imminente di un giocatore fondamentale come Carrus e il recupero di una condizione fisica più accettabile, i biancorossi potranno sicuramente dire la loro nel torneo cadetto.
PESCARA-BARI 0-1 (primo tempo 0-0)
MARCATORE: al 43' st Di Vicino PESCARA (4-4-2): Spadavecchia 5.5; Zoppetti 5.5, Gonnella 5.5, Delli Carri 6, Demartis 6; Antonelli 6.5, Carozza 6.5, Papini 6 (44’ st Gautieri sv), Rigoni 5.5 (15’ st Aquilanti 5.5); Paponetti 5.5 (25’ st Martini 5.5), Ferrante 6. In panchina: Tardioli, Gimenez, Moscardi, Olivieri. Allenatore: Ballardini 5,5.
BARI (4-2-3-1): Gillet 6,5; Milani 6,5, Gervasoni 6, Pianu 6, Micolucci 6; Bellavista 5,5 (11’ st Rajcic 6), Gazzi 6; Tabbiani 6, Ganci 5 (39’ st Scaglia 6), Vantaggiato 5.5 (17’ st Di Vicino 6.5); Santoruvo 5. In panchina: Aldegani, La Vista, Fusani, Mora. Allenatore: Maran 6.
ARBITRO: Salati di Trento 5,5.
AMMONITI: Ganci, Gervasoni, Pianu, Antonelli, Santoruvo, Ferrante, Papini, Carozza.
NOTE: Spettatori 4.000 circa.
ANGOLI: 6-5 per il Pescara.
RECUPERO: 1’, 4’.
Pagherei oro affinchè vincessimo ancora altre 10 partite così, in zona Cesarini, ma sò che bisognerà soffrire...cmq un grazie ed un bravo alla matricola Giorgio Di Vicino
Alla prossima... ;)
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Anche il secondo anticipo della giornata cadetta si conclude con un pareggio: ma stavolta ci sono dei gol a far da contorno alla serata. 1-1 il punteggio finale tra Bari e Brescia, con i pugliesi più determinati e in palla nel primo tempo e i lombardi più a loro agio nella ripresa, quando la squadra di Maran ha avuto un evidente calo fisico. Partono meglio i galletti che, nonostante la contestazione del pubblico nei confronti del loro presidente in uno stadio sempre più vuoto, spingono sull’acceleratore sin dalle prime battute. Viviano si fa sempre trovare pronto ma capitola al 13’ quando Tabbiani, su azione da corner, sfrutta la libertà concessagli dalla difesa bresciana e calcia in rete con un bel destro dall’altezza dei dischetto di rigore. Palla sotto l’incorcio, anche se Possanzini appostato sul palo non è esente da colpe. Il Brescia fa poco per reagire: l’unico a provarci è il volenteroso Jadid che cerca la conclusione anche dalla distanza. Somma capisce che le cose non vanno per il meglio e prova a ruotare i quattro uomini offensivi senza però trovare mai il bandolo della matassa. Le rondinelle non si fanno notare nell’area pugliese ed è anzi il Bari ad avere sul finale di tempo le chances migliori per segnare. Prima Milani, ex di turno col dente avvelenato come il suo allenatore,pesca il jolly da venticinque metri e obbliga Viviano ad un guizzo per salvare in corner; poi Santoruvo, nel recupero, sfrutta una topica colossale di Mareco ma a tu per tu con il portiere bresciano calcia incredibilmente a lato. Termina così il primo tempo con il vantaggio che arride ai biancorossi. Nella ripresa nessun cambio e, almeno inizialmente, anche la musica pare non cambiare. Mareco, in serata no, ne combina un’altra delle sue e dà la possibilità a Vantaggiato di ritrovarsi solo davanti a Viviano: ma l’attaccante del Bari perde l’attimo propizio e non ne approfitta. Somma cambia giocatori e modulo: con Hamsik per Cortellini opta per una difesa a tre con due esterni offensivi come Alfageme e Del Nero. E’ la svolta, anche perché il Bari inizia a faticare dal punto di vista fisico. Al quarto d’ora Serafini viene imbeccato da Stankevicius ma il colpo di testa termina a lato; due minuti più tardi è Jadid ad avere il colpo del pari tra i piedi ma il suo tiro termina alto. Girandola di sostituzioni da ambo le parti: dice bene al Brescia, che trova buone cose da Cerci e approfitta dell’infortunio occorso ad Esposito. Possanzini, fino a lì annullato dal diretto avversario, si può rifare al 34’ quando, su cross di un ritrovato Del Nero, anticipa il giovane Belmonte e fa secco anche Gillet. Pareggio del Brescia, che nel finale legittima il gol con altre buone trame offensive: e ci manca poco, a tre minuti dal termine, che Jadid peschi il punto della beffa con un bel tuffo di testa che trova però pronto il portiere barese. Finisce così 1-1 e per Maran è una rivincita solo a metà: per Somma è un punto che tutto sommato fa anche comodo. Ma questo Brescia troppo discontinuo deve ancora trovare la via giusta per cercare la promozione.
MARCATORI: al 13' pt Tabbiani (BA), al 34' st Possanzini (BR) BARI (4-2-3-1): Gillet 5,5; Milani 6,5, Pianu 6,5, Esposito 6,5 (dal 29’ st Belmonte 5,5), Micolucci 6; Bellavista 6 , Gazzi 6; Tabbiani 6,5 (dal 27’ st Fusani sv), Ganci 5,5, Vantaggiato 5 (dal 14’ st Scaglia 5,5); Santoruvo 5,5 (Aldegani, La Vista, Di Vicino, Rajcic). All. Maran 6. BRESCIA (4-2-3-1): Viviano 6,5; Stankevicius 5,5, Mareco 4.5, Zoboli 5,5, Cortellini 5 (dal 10’ st Hamsik 6); Jadid 6,5, Piangerelli 6; Alfageme 5 (DAL 25’ st Cerci 6); Serafini 5, Del Nero 6, Possanzini 6. (Ambrosio, Santacroce, Fiumicelli, Fofana, Maccan). All. Somma 6. ARBITRO: Gava (Conegliano Veneto) 5,5 AMMONITI: Gazzi, Vantaggiato, Santoruvo, Fusani (BA); Mareco, Jadid (BR)
Non dico che meritavamo ma quasi, almeno abbiamo resistito sull'1-0 fino alla fine....
Alla prossima... ;)
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PARTITA
AND
RIT
CROTONE - BARI
9 Set 2006
3 Feb 2007
BARI - BRESCIA
16 Set 2006
10 Feb 2007
PESCARA - BARI
19 Set 2006
17 Feb 2007
BARI - VICENZA
23 Set 2006
24 Feb 2007
AREZZO - BARI
30 Set 2006
3 Mar 2007
BARI - BOLOGNA
8 Ott 2006
10 Mar 2007
CESENA - BARI
14 Ott 2006
13 Mar 2007
BARI - TREVISO
21 Ott 2006
17 Mar 2007
PIACENZA - BARI
28 Ott 2006
21 Mar 2007
BARI - SPEZIA
4 Nov 2006
25 Mar 2007
BARI - NAPOLI
11 Nov 2006
31 Mar 2007
FROSINONE - BARI
18 Nov 2006
7 Apr 2007
BARI - TRIESTINA
25 Nov 2006
14 Apr 2007
MANTOVA - BARI
2 Dic 2006
21 Apr 2007
BARI - MODENA
9 Dic 2006
28 Apr 2007
LECCE - BARI
16 Dic 2006
5 Mag 2007
BARI - RIMINI
19 Dic 2006
12 Mag 2007
GENOA - BARI
23 Dic 2006
19 Mag 2007
BARI - ALBINOLEFFE
13 Gen 2007
26 Mag 2007
JUVENTUS - BARI
20 Gen 2007
3 Giu 2007
BARI - VERONA
27 Gen 2007
10 Giu 2007
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Eccola!!!
Portieri: Gillet Jean Francois , Aldegani Gabriele
Difensori: Esposito Marco , Belmonte Nicola , Gervasoni Carlo , Pianu William , Milani Andrea , Micolucci Vittorio
Centrocampisti: Tabbiani Luca , Scaglia Massimiliano , Bellavista Antonio , Rajcic Ivan , La Vista Giorgio , Berardi Pasquale , Gazzi Alessandro Carlo , Di Vicino Giorgio , Carrus Davide , Fusani Massimiliano , Bovo Andrea , Mora Nicola
Attaccanti: Santoruvo Vincenzo , Vantaggiato Daniele , Ganci Massimo
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Il Pescara gioca per la quindicesima volta in trasferta contro il Bari. Non ha mai vinto ed ha totalizzato 8 sconfitte (le prime 4 di seguito) e sei pareggi. La “prima” del Bari, a novembre 1941, in pieno conflitto bellico: fu un 2-1 firmato dai gol di Maestrelli e Mezzadri per il Bari e di Romagnoli su rigore per il Pescara.
· Maestrelli si ripeteva nella seconda sfida, nel torneo Centro-Sud, segnando il gol decisivo (1-0) contro un Pescara ribattezzato “strapaesana” perché formato da tutti giocatori del posto. Ed il Bari, proprio in quella occasione, acquistò dal Pescara Tontodonati e Giammarco.
· Dopo il gol del terzino Romagnoli su rigore nel 1941, ci sono voluti oltre 40 anni per far segnare al Pescara un altro gol a Bari. E’ stato ad aprile 1981 quando “il Bari dei baresi” di Catuzzi sconfisse il Pescara per 3-1 con Iorio e doppietta di Bagnato contro il gol di Mazzarri per gli abruzzesi.
· L’ultima vittoria del Bari con il Pescara risale a nove anni fa, in B, con Fascetti: un 2-1 con gol di Volpi ed Ingesson contro quello di Margitta.
· L’anno scorso si giocò ad Andria per la venuta del nuovo Pontefice a Bari. Finì 1-1 con gol di Verricchio prima e pari di Gazzi nella ripresa.
Giusto per ribadire che questa non è una partita qualunque...quindi devo esserci e ci sarò!!!
Forza Bari!!!!!!!!!!
Alla prossima...
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Guido Carboni elogia la prova dei suoi ragazzi, vittoriosi contro il Catanzaro: "Una vittoria sofferta contro una squadra molto in salute e atleticamente piu` brillante di noi. Devo fare un plauso ai ragazzi che hanno attraversato momenti difficili". Il mister dei pugliesi ha visto un buon Catanzaro: "Avrebbe meritato di piu`, ma questi per noi sono punti importanti anche se io non mi sento ancora salvo. Adesso c`e` la pausa e ci servira` per tirare il fiato".
Il mister del Catanzaro Bruno Giordano si rammarica per l`ennesima sconfitta: "Farei volentieri a meno dei complimenti. Noi ci abbiamo provato, peccato perche` e` un buon momento ma raccogliamo poco". L`ex centravanti di Lazio e Napoli ha poi aggiunto: "L`autogol e` stato un errore tecnico pagato a caro prezzo, ma questa classifica non ci appartiene. Il gol annullato a Mattioli? I ragazzi mi hanno detto che era valido. Ora abbiamo l`obbligo di provarci fino in fondo".
Finiremo l'ennesimo campionato con l'amaro in bocca e 3000 rimpianti?
A voi l'ardua sentenza...
Alla prossima...
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Catanzaro battuto: decisivo l'autogol De Angelis al 61’. Dieci i punti di vantaggio dei biancorossi sulla zona salvezza.
Prossimo turno: Albinoleffe-Bari lunedì 24.
BARI-CATANZARO 1-0 (0-0 dopo il primo tempo)
Bari (4-4-2): Gillet, Bellavista, Pianu, Esposito, Michele Anaclerio, Pagano (44’ st Mora), Gazzi (38’ st Rajcic), Carrus, Fusani, Ganci (22’ st Vantaggiato), Santoruvo. (22 Spadavecchia, 24 Micolucci, 10 La Vista, 4 Goretti). All.: Carboni.
Catanzaro (4-3-2-1): Belardi, Del Grosso, Ceccarelli, Olorunleke, De Angelis ((34’ st Tedoldi), Vannini (25’ st De Sousa), De Simone, Gissi, Ferrigno, Mattioli (21’ st Pellicori), Corona. (37 Anania, 55 Urbano, 16 Cordone, 19 Radi). All.: Giordano. Arbitro: Gabrieli di Frosinone
Non c’è ancora il suggello della matematica, ma la vittoria del Bari sul Catanzaro (con una autorete da “Mai dire Gol” di De Angelis) consente ai pugliesi di considerare risolta la pratica salvezza: la squadra di Carboni, in serie positiva da cinque turni, ha mostrato di aver raggiunto una buona maturità, domando gli ostici calabresi (non perdevano una gara contro i biancorossi dal lontano 1972), apparsi volitivi e allo stesso tempo sfortunati nelle conclusioni offensive.
Nel primo tempo il ritmo di gara è stato blando e le due squadre non hanno dato vita ad un confronto all’arma bianca. Il Bari ha mostrato maggiore ordine, soprattutto a centrocampo, con Carrus ispirato in regia e Pagano rapido negli inserimenti e nelle accelerazioni; sottotono invece Fusani, ben controllato sulla sinistra dall’ex di turno Del Grosso.
Il Catanzaro, che aveva un bisogno disperato di punti, non è apparso in grado di avvicinarsi alla porta di Gillet con azioni corali. Gli spunti più pericolosi dal fronte calabrese si sono sviluppati solo su iniziative personali di Corona, che è stato efficace nel mettere in difficoltà il suo marcatore Esposito, sia in avvio (palo al 3’, ma l’azione era stata fermata per fuorigioco), sia al 35’ quando ha fatto il vuoto nella retroguardia pugliese senza trovare collaborazione nei compagni.
Nella ripresa sono saltati molti schemi e la partita è diventata più vivace: il Bari nello sprint iniziale si è reso pericoloso con Carrus (punizione dal limite al 3’) ed il Catanzaro ha replicato con una azione offensiva conclusa in rete da Mattioli, ma l’arbitro Gabrieli ha annullato per fuorigioco (contestato nel dopopartita dal tecnico Giordano).
Al 16’ la svolta della partita: Gazzi ha calciato di collo da sinistra, la sua conclusione ha colpito la traversa e sulla ribattuta De Angelis nel passare di testa la palla al portiere Belardi, lo ha beffato con un pallonetto perfetto.
Il tecnico dei calabresi Giordano ha provato ad inserire in avanti sia Pellicori sia De Sousa per tentare di riequilibrare il risultato, ma senza fortuna. Proprio Pellicori, infatti, ha avuto due nitide palle gol (al 26’ ed al 43’) ma non le ha concluse con buona mira.
Al fischio finale i giocatori del Bari hanno festeggiato sotto la curva con i tifosi una salvezza che può dirsi virtualmente raggiunta.
Considerazioni finali:
Non voglio esprimermi su come e dove possa finire la Bari in classifica ma di sicuro ci salveremo.
Una vittoria sofferta non significa fortuna nè tantomeno bravura però giustizia resa ad altrettanta sfortuna che ci attanaglia da tempo....forse anni.
Alla prossima...
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1 Aprile 2006 - Cremonese-Bari 1-1Un pareggio esterno che serve al Bari ma che invece lascia alla Cremonese l’amaro in bocca per l’ennesima occasione sprecata nella rincorsa alla salvezza. La sfida fra Cremonese e Bari finisce 1-1 fra le contestazioni del pubblico lombardo nei confronti della squadra allenata da Dellacasa. In effetti nel primo tempo i grigiorossi non hanno indovinato praticamente nulla, lasciando al Bari il possesso della palla e il dominio del gioco. Dopo un paio di tentativi di Santoruvo (puntuale Bianchi, il portiere di casa a chiudere sui tiri dell’attaccante pugliese), è quindi il Bari a passare al 43’ con Ganci, bravo ad allungare un passaggio rasoterra di Fusani dalla destra. Nulla da fare stavolta per il numero uno grigiorosso, bruciato sul tempo dalla scivolata dell’attaccante arrivato a gennaio dal Piacenza. Nella ripresa la Cremonese pare più convinta e cerca il pareggio, anche perché Dellacasa infila in campo la terza punta Guidoni al posto del centrocampista Gatti. E al 18’ arriva il gol che riporta il punteggio in equilibrio direttamente su calcio di punizione battuto a rientrare da Carparelli, al suo dodicesimo centro. Gillet non può fare altro che guardare la palla entrare in rete. Si riparte daccapo e la Cremonese sembra crederci, ma a rovinare tutto è Donadoni, che al 23’ si fa espellere per doppia ammonizione e costringe l’allenatore a togliere l’attaccante Dedic. Il Bari si limita a qualche contropiede ma non approfitta della superiorità numerica. Sul fronte opposto invece Gillet para su Carparelli e in pieno recupero, al 48’, Guidoni segna un gol da antologia ma la sua gioia dura un attimo perché il guardalinee sbandiera il fuorigioco. Si chiude fra i fischi dei tifosi lombardi e lo sventolio di bandiere biancorosse nella curva pugliese.
Notizie tratte da solobari.it, sono perfettamente d'accordo anche se cmq il Bari per l'ennesimo campionato si salva in extremis rimanendo nella solita posizione.
Ma sono fiducioso, dopo Punta Perotti prima o poi cadrà anche lui...M*****ese!!!
Alla prossima...
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Al 1930 risale il primo incontro fra Cremonse e Bari. Allora i baresi vinsero per 4-1 davanti ai propri sostenitori. A 76 anni di distanza e 40 gare all'attivo (14 vittorie, 18 pareggi, 8 sconfitte; 50 reti segnate, 45 subite), le due squadre tornano ad affrontarsi con motivazioni più o meno simili. I lombardi decisi a giocarsi il tutto per tutto in questa fase del campionato per non vanificare le ultime possibilità di salvezza. Il Bari, dopo tre vittorie consecutive, e 8 punti di vantaggio sulla quint'ultima tagliare al più pesto il traguardo della matematica salvezza.
All'andata il risultato fu a favore dei pugliesi (1-0 con rete di Santoruvo). L'ultima vittoria esterna risale ad aprile del 1997 nel campionato di B: 0-1 e rete di Ventola. La Cremonese rievoca anche ricordi meno felici con un 7-1 nel 1995 che annichilì la squadra barese e un 5-2 del 18 dicembre 1950.
Carboni dovrà fare a meno di Vantaggiato e Gigi Anaclerio, infortunatisi durante la settimana di preparazione. Recupererà Carrus, Fusani e l'altro Anaclerio, Michele.
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Innanzitutto pubblico la classifica epoi analizzo la situazione:
La classifica
Atalanta 66
Catania 64
Mantova 59
Cesena 58
Brescia 55
Torino 55
Arezzo 54
Crotone 53
Modena 47
Bologna 46
Pescara 45
Piacenza 44
Verona 43
Bari 42
Triestina 42
Rimini 39
Vicenza 37
Ternana 34
Albinoleffe 32
Avellino 32
Cremonese 27
Catanzaro 25
Di sicuro aumenteranno i rimpianti a fine stagione e come ogni stagione ci mangeremo le mani, ma meglio non piangersi addosso e apprezzare la vittoria avvenuta con il Rimini ieri anche se come al solito non si è smentito quel difensivista d'un Carboni. :)
Ci tenevo a precisare in ultima istanza che Pianu per me merita un 8 per aver salvaguardato l'attacco segnando (dato che lui è un difensore) e la difesa.
Ad ogni modo Forza Bari!
Alla prossima...
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·La sfida a Bari in campionato con il Rimini torna dopo 24 anni e mezzo e, per la prima volta al “San Nicola”. C’è stata, comunque, una partita in Coppa Italia e vinta nettamente dal Bari, a settembre 1983 per 3-1 con reti di Bagnato ed una doppietta di De Tommasi. Per il Rimini segnò Cinquetti.
· Soltanto quattro i precedenti per 2 vittorie interne del Bari e 2 pareggi. Nel primo scontro (ad orrobre di 29 anni fa) il Bari vinse per 2-0 con un gol a testa dei suoi “cannonieri” Penzo e Stefano Pellegrini
· La seconda vittoria del Bari è stata ottenuta da “ragazzi di Catuzzi” nel 1981 con un gol (1-0) di Bagnato.
· Particolare: in campionato il Rimini, a Bari, se dai punteggi risulta aver segnato un solo gol (a febbraio 1981), occorre precisare che quell’unica rete è dovuta ad una involontaria deviazione di Serena e, quindi, autogol.
· Col Rimini, il Bari, ha cominciato la breve tradizione soltanto dall’inizio "dell’era M*******e”, cioè da ottobre 1977.
Precedenti Bari-Rimini a Bari
In campionato
02.10.77 B Bari-Rimini 2-0
08.04.79 B Bari-Rimini 0-0
22.02.81 B Bari-Rimini 1-1
20.09.81 B Bari-Rimini 1-0
In Coppa Italia
05.09.83 Bari-Rimini 3-1
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